Trasporti, la Sangritana punta con decisione a riavvicinare l’Adriatico con il Tirreno

A sentire il convegno che oggi la Sangritana ha tenuto per presentare il progetto di riqualificazione e valorizzazione dei comuni attraversati dai treni della società di trasporto ferroviario di Lanciano c’è sempre da chiedersi a chi sia venuto in mente, qualche anno fa, di smantellare gran parte della strada ferrata, soprattutto la Lanciano-Castel di Sangro. La domanda cresce in considerazione del costo complessivo previsto del nuovo piano, che s’aggira sui 100 milioni di euro. Vero è che la proposta trova già molte adesioni: i comuni interessati, innanzitutto, tre Province, e l’Azienda territoriale d’edilizia residenziale di Lanciano per cui la spesa dovrebbe ridursi all’incirca per la metà. Sono però pur sempre 50 milioni da trovare. Di questi tempi, poi… Si sa, la nomina del consiglio d’amministrazione è politica, per cui si è avuta come conseguenza che chi è stato alla guida dell’azienda o non conosceva bene il mondo dei trasporti, oppure non ha fatto altro che seguire direttive che venivano dall’alto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e oggi, con una storia lunga 100 anni, si cerca di rilanciare una ferrovia che da un lato potrebbe tornare ad essere fondamentale nello sviluppo economico di importanti aree interne d’Abruzzo, dall’altro mantenere gli attuali livelli occupazionali.

Il percorso avviato da tre anni dall’attuale dirigenza ripone molto nel piano presentato oggi a Lanciano ai sindaci del territorio, al presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, all’Assessore Florindo Di Lucente, in rappresentanza della Provincia di Isernia, al Commissario dell’Ater di Lanciano, Tobia Monaco e al Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Nazario Pagano. E’ ambizioso, non certo irrealizzabile. D’altro canto, la stessa Commissione europea sta cercando di ridurre notevolmente il trasporto merci su gomma, puntando sul potenziamento del sistema ferroviario nel vecchio Continente. Potrebbero quindi aprirsi le porte per reperire i fondi a Bruxelles. Intanto, si cerca di trovare spazio e i necessari sostegni economici nell’ambito del Decreto per lo Sviluppo, per il quale  il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha predisposto il Piano Nazionale delle Città.

Da numeri esposti non si dovrebbe far molta fatica ad attirare le giuste attenzioni su di esso: 1400 km quadrati interessati; 28 comuni (dalla costa adriatica fino a Castel di Sangro), 3 Province (quelle di L’Aquila, Chieti ed Isernia) coinvolti; la possibilità per le industrie della Val di Sangro di poter avere a disposizione un collegamento con gli scali marittimi di Napoli Salerno e Civitavecchia; eguale importanza per il trasporto passeggeri verso la costa tirrenica; riqualificazione e valorizzazione di territorio importanti sotto l’aspetto culturale e turistico, contribuendo a diminuire lo spopolamento; considerevole riduzione di suo di mezzi pesanti e auto e quindi di emissioni di CO2 in atmosfera.

Il progetto si divide in due parti: l’una punta a riattivare il trasporto passeggeri sulla linea Castel Frentano-San Vito Marina con un treno-tram. L’altra, a riportare i treni FAS fino a Castel di Sangro, a sua volta collegato, tramite Rete Ferroviaria Italiana (RFI) alle principali realtà produttive ed urbane della dorsale tirrenica.

“Il dialogo tra gli Enti ha prevalso, andando anche oltre i colori della politica, nell’interesse esclusivo della crescita delle diverse realtà sociali – ammette il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, che per il progetto treno-tram ha già incassato l’interessamento dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che lo è stato selezionato per essere presentato durante i lavori del V Convegno Nazionale Sistema Tram in programma a Roma, nella sede del Ministero, per il prossimo mese di gennaio.

“Solo facendo sistema i territori possono essere competitivi – è stato questo il commento del Presidente Pagano -. Piccolo non sempre è bello, oggi i territori per essere competitivi devono ragionare in termini di grandi sistemi. E la Sangritana, con questo progetto, è riuscita a centrare l’obiettivo: far concorrere Regioni, Province, Comuni, Enti e Società pubbliche, a un’unica strategia, con una ‘mission’ ben precisa e supportata da uno studio approfondito del contesto di riferimento”.

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