Pescara, fermo pesca prolungato al 28 febbraio

Il fermo pesca, al porto di Pescara, proseguirà da oggi fino al 28 febbraio. Lo ha annunciato l’assessore regionale Mauro Febbo durante un incontro con i rappresentanti di armatori e pescatori. Il fermo sarà a carico della Regione, che si impegna a stanziare 650mila euro per mantenere lo stesso indennizzo erogato fino ad oggi (il fermo precedente scade proprio oggi) anche se gli operatori del porto chiedono maggiori risorse per il mese di dicembre. Le somme per questo periodo non rientrano nel de minimis – ha spiegato Febbo. Dopodomani l’assessore sarà a Bruxelles per chiedere che l’Europa si accolli gli oneri relativi al fermo fino a metà febbraio. Febbo ha assicurato che lavorerà anche per ottenere dall’Europa il via libero al fermo dal primo gennaio a 15 febbraio solo per il porto di Pescara (che consentirebbe di evitare il fermo estivo).

La notizia arriva mente la marineria e pescatori sono di nuovo in strada questa mattina, manifestando con striscioni e fischietti in via Conte di Ruvo, sotto la sede dell’assessorato all’Agricoltura. Insieme a loro manifestano gli addetti del cementificio di Pescara, che sono in cassa integrazione (per un anno a zero ore) ed esprimono solidarietà ai lavoratori del mondo della pesca. Tre imbarcazioni sono rimaste bloccate in porto, segno che i fondali sono ulteriormente insabbiati.

Sempre oggi, il consigliere regionale del Pd Marinella Sclocco ha presentato un progetto di legge per garantire un aiuto economico alle imprese che operano nel settore terziario e portuale danneggiate dal mancato dragaggio dello scalo pescarese. Nello specifico i destinatari sono le agenzie marittime, gli spedizionieri, gli agenti doganali, le imprese che operano nei cantieri navali, le imprese attive nei servizi portuali, pubblici ed amministrativi, le aziende che svolgono attivita’ di servizi alla logistica, alle merci e alle navi. I requisiti per ottenere il contributo sono la sospensione o la riduzione delle attività a seguito dell’ordinanza della Capitaneria di Porto di Pescara relativa alla restrizione al transito di natanti nello scalo pescarese; la regolarita’ nel versamento dei contributi; l’aver beneficiato complessivamente di aiuti per un importo non superiore ai 200mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. L’entità dell’aiuto previsto nel progetto di legge non puo’ superare il 60 per cento della somma derivante della differenza tra il fatturato relativo ai dodici mesi antecedenti l’entrata in vigore della legge e la media dei fatturati relativi al triennio antecedente l’emanazione dell’ordinanza della Capitaneria di porto di Pescara riguardante la restrizione al transito di natanti.

“Questa legge – ha detto Marinella Sclocco – riguarda una ventina di imprese che da un anno hanno chiuso i battenti. Questo significa che decine e decine di famiglie sono rimaste senza lavoro. Con questa iniziativa contiamo di poter mettere a disposizione circa 300 mila euro, somma destinata a crescere grazie all’aiuto promesso dalla Camera di Commercio. Mi auguro – ha aggiunto – che la legge, firmata da tutto il Pd, raccolga i consensi anche degli altri consiglieri, in tal senso ci sono gia’ delle aperture da parte del Pdl. L’assessore Mauro Febbo sarà infatti il secondo firmatario e il consigliere Lorenzo Sospiri ha dato la sua disponibilità. Il progetto – ha concluso – ha anche il parere favorevole del consigliere Costantini” .

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