Regione, è legge il taglio del numero dei consiglieri e degli assessori

Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato in via definitiva le modifiche allo Statuto regionale che riducono da 45 a 31 il numero dei Consiglieri regionali e da 10 a 6 quello degli Assessori.

“Abbiamo restituito dignità alla Regione Abruzzo. Non solo l’abbiamo risanata dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto di vista etico e morale – ha detto il governatore Gianni Chiodi, in un’intervista rilasciata alla web tv del Consiglio regionale, per replicare alle critiche del segretario regionale del PD Silvio Paolucci, secondo cui Chiodi – durante il suo mandato avrebbe solo ridotto le tasse”.

“Abbiamo ridotto il debito pubblico regionale del 25 per cento – ha continuato Chiodi – mentre lo Stato non ancora riesce a ridurlo. E abbiamo anche risanato la sanità senza pregiudicare la qualità dei servizi. Senza considerare il taglio drastico ai costi della politica, che ci ha fatto diventare la Regione a cui tutte le altre devono uniformarsi”.

“Siamo stati la prima Regione in Italia che ha ridotto il numero dei consiglieri regionali. Un obiettivo importante che si aggiunge a quello della riforma elettorale in discussione, che prevede l’eliminazione del listino. Siamo una regione modello, simbolo della buona politica – ha detto il Presidente della Commissione Speciale per la legge elettorale e per le modifiche e l’attuazione dello Statuto, Lorenzo Sospiri, a margine della conferenza stampa nel corso della quale è stata presentata la legge che prevede la riduzione del numero dei Consiglieri e Assessori regionali. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il Consigliere regionale Riccardo Chiavaroli.

“Le modifiche allo Statuto regionale approvate oggi in via definitiva dal Consiglio rappresentano il raggiungimento di un altro importante obiettivo in materia di riduzione dei costi della politica: quello della diminuzione del numero dei Consiglieri e degli Assessori regionali, attuata ben prima di altre Regioni italiane – ha detto il Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano -. Debbo ringraziare sia la maggioranza che l’opposizione, che hanno collaborato insieme per raggiungere questo traguardo. Un percorso iniziato dall’inizio della legislatura, che ha portato già nel 2010, al taglio delle indennità e dei fondi ai gruppi, oltre all’introduzione di sanzioni pecuniarie per i Consiglieri che non partecipano alle sedute del Consiglio e delle Commissioni”.

Entro il prossimo 23 dicembre arriveranno in Aula anche altri provvedimenti, che contribuiranno ulteriormente a ridurre i costi della politica, con tagli al trattamento economico dei Consiglieri, alle auto di rappresentanza, al personale dei Gruppi politici e al numero dei Dirigenti, che in Consiglio scenderanno del 30 per cento. “Queste azioni – continua il Presidente – ci hanno permesso di ridurre le spese del Consiglio regionale dagli oltre 33 milioni di euro del 2009 ai 29 del 2012. Cifre che scenderanno ancora, fino a toccare nel 2014 i 25 milioni. Risultati che hanno portato l’Abruzzo a diventare un modello di riferimento per le altre Regioni italiane”.

“Altro che riduzione dei costi della politica: oggi, abbiamo assistito all’ennesimo fallimento della maggioranza di centrodestra. L’opposizione, con grande senso di responsabilità, a differenza della maggioranza che non era presente in Aula, ha garantito il numero legale, consentendo difatti l’approvazione della norma di modifica dello Statuto che prevede la riduzione del numero dei Consiglieri e Assessori regionali – dice dal canto suo il Capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro -. Suggerisco al Presidente Pagano, che ha ritenuto di convocare anche una conferenza stampa per annunciare l’importante novella – incalza il Capogruppo D’Alessandro – di chiedere scusa, a nome della maggioranza e del suo partito, per la grave assenza in Aula. La mancata approvazione della legge, infatti, avrebbe comportato per le casse della Regione Abruzzo pesanti sanzioni, fino allo scioglimento del Consiglio regionale. Sono tanti i casi dove, in questa legislatura, la maggioranza di centrodestra non è stata capace di garantire il numero legale per approvare provvedimenti importanti; il Presidente Chiodi – continua D’Alessandro – si vergogni invece di partecipare a programmi televisivi, come “Porta a Porta”, dove  cerca di rappresentare un Abruzzo virtuoso che non appartiene né a lui né alla sua maggioranza. Lui e la sua maggioranza infatti non c’entrano nulla con questo risanamento. A dimostrazione del fatto – conclude Camillo D’Alessandro – che la legislatura è finita e la maggioranza si è sciolta come neve al sole”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *