Mascia non ci sta a passare come arma di ricatto e chiede incontro con la Sacci per il futuro di 70 lavoratori del cementificio

“Il diniego del Comune di Pescara al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata ambientale, atto politico imprescindibile per la nostra amministrazione comunale, non ha nulla a che vedere con la cassa integrazione dei dipendenti che evidentemente nasce da altri problemi del gruppo. Come sindaco ho il dovere di tutelare la salute e la qualità della vita dei 130mila residenti del capoluogo adriatico e oggi la presenza dello stabilimento nel cuore della città, seppur l’azienda rispetti i limiti delle emissioni secondo i rilevamenti dell’Arta, è purtroppo incompatibile”.

Lo ha ribadito il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia nell’incontro che il primo cittadino ha avuto oggi con una decina di dipendenti del Cementificio di Pescara, e sollecitato dagli stessi lavoratori. La riunione si è resa necessaria dopo che la Sacci ha loro comunicato che “senza quelle autorizzazioni di utilizzo di materiali alternativi l’azienda non può andare avanti”.

“Entro le prossime ore scriverò una lettera ai vertici aziendali, per chiedere un incontro al quale prenderanno parte anche i rappresentanti dei 70 dipendenti dell’impresa, oggi collocati in Cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, per un’operazione chiarezza sul futuro dello stabilimento e, quindi, sul destino dei lavoratori – ha aggiunto Mascia -. Personalmente rivendico la bontà delle azioni adottate sino a oggi e che confermo in ogni passaggio, ma ritengo anche che sia doveroso sederci a un tavolo per affrontare il problema occupazionale con l’assunzione di impegni seri da parte di tutti gli attori in causa. Non vorrei che oggi si stia cercando di usare il sindaco di Pescara come arma di ricatto. In realtà il nostro diniego all’Aia non ha determinato la preclusione delle attività per il cementificio che comunque stava operando in un regime di prorogatio della precedente Aia”.

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