Finanza e carabinieri sequestrano immobili per un milione di euro a Pescara

Uomini el Comando Provinciale della Guardia di Finanza,  della Questura e del Comando Provinciale dei Carabinieri hanno sequestrato beni immobili e beni mobili registrati per un valore  di circa 1 milione di euro. L’ingente patrimonio sottoposto a sequestro si trovava nella disponibilità di un’intera famiglia, facente capo ad un soggetto gravato da numerosi precedenti penali, già sottoposto alla misura cautelare in carcere per sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale di gruppo e lesioni personali.

Si tratta, in particolare, di una 1 unità immobiliare con annesse aree di pertinenza tra cui spicca una piscina, ubicata in Elice, 4 autovetture, 2 motocicli e 14 rapporti finanziari intestati o comunque riconducibili, anche per interposizione fittizia, ai membri della famiglia del soggetto investigato.  E’ questo il risultato di un articolato ed assai complesso lavoro investigativo svolto dalle forze di polizia in applicazione del D.lvo nr. 159 del 6 settembre 2011, noto come Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, entrato in vigore lo scorso 13 ottobre.

La novella normativa, che dà un ulteriore impulso alle misure di prevenzione patrimoniali, consente di addivenire al sequestro ed alla successiva confisca dei patrimoni illecitamente accumulati da pregiudicati ritenuti socialmente pericolosi.

L’odierno provvedimento, infatti, è rafforzativo di previgenti misure ablative già disposte su gran parte dei beni dell’indagato su richiesta della Compagnia Carabinieri di Montesilvano che lo aveva tratto in arresto per traffico di sostanze stupefacenti

Le complessive investigazioni costituite, da una parte, dall’attento e costante esame delle dinamiche criminali e relazionali dei soggetti effettuate dalla Divisione Anticrimine della Questura e, dall’altra, dalle fondamentali ed accurate indagini economico-finanziarie del Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle hanno, poi, acclarato (che, seppur il soggetto colpito dai provvedimenti ablativi, unitamente ai suoi familiari, svolgesse attività lavorative nel campo della ristorazione e dell’intrattenimento) una evidente sproporzione tra le disponibilità patrimoniali, rapportate al reddito dichiarato o alle attività economiche svolte, ovvero la sussistenza di sufficienti indizi che dimostrano la provenienza illecita dei beni

L’odierna operazione, scaturita dalle risultanze investigative della Guardia di Finanza e della Questura, con il contributo della Compagnia dei Carabinieri di Montesilvano, rende ancora più solida la sinergica collaborazione avviata negli ultimi anni dall’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara, che ha consentito di intensificare in maniera decisiva le attività finalizzate all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dai componenti di famiglie di etnia rom stanziate in questa provincia e tradizionalmente dedite alla commissione di reati di varia natura (furti, estorsione, usura, traffico e spaccio di stupefacenti).

Si tratta, nella quasi totalità dei casi, di persone che pur avendo accumulato ingenti patrimoni immobiliari nel corso degli anni, sono completamente sconosciute al fisco.

L’incisività di tale mirata azione ha permesso, nel recente passato, di dare esecuzione a numerosi sequestri e confische nell’ambito delle diverse operazioni condotte dal 2007 ad oggi, con l’adozione di provvedimenti ablativi per complessivi 29 milioni di euro e di 93 misure della sorveglianza speciale in capo ad altrettante persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *