Studio sulla policitemia vera condotto da equipe del Mario Negri Sud presentati in sessione plenaria al meeting annuale dell’American Association of Hematology ad Atlanta e pubblicati on line sul New England Journal of Medicine

365 pazienti affetti da policitemia vera, reclutati in 32 ospedali italiani, sono stati studiati per valutare il profilo beneficio/rischio di due strategie simili nelle scelte terapeutiche (salassi, idrossiurea o entrambe) ma aventi come obiettivo una diversa intensità di riduzione dell’eccessivo numero di globuli rossi nel sangue in questi pazienti. Scopo dello studio è stato di dimostrare l’utilità terapeutica di una strategia aggressiva volta a mantenere l’ematocrito (cioè la percentuale di globuli rossi nel sangue) sotto il 45 %, rispetto ad un atteggiamento terapeutico più pragmatico e indirizzato a mantenere l’ematocrito tra il 45% ed il 50 %. In particolare è emerso che nei pazienti trattati a lungo termine al meglio delle terapie raccomandate disponibili (basse dosi di aspirina quando indicate e un adeguato controllo dei fattori classici di rischio cardiovascolare), una terapia aggressiva utilizzata per il mantenimento dei livelli di ematocrito a valori inferiori al 45% è significativamente più efficace della terapia meno aggressiva nella riduzione delle morti per complicanze cardiovascolari, associate ad eventi trombotici (infarto, embolia polmonare, trombosi venosa profonda e altri eventi rilevanti).

Sono questi i risultati, presentati in sessione plenaria al meeting annuale dell’American Association of Hematology ad Atlanta e in contemporanea pubblicati on line sul New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più autorevoli, sono il frutto di una sperimentazione clinica durata circa sette anni e denominata CYTO-PV. Ad accompagnare il lavoro, anche un editoriale di Jerry Spivak, professore di medicina e oncologia della John Hopkins University (USA) che sottolinea ulteriormente il valore dello studio per la comunità medico-scientifica, come risposta a un problema clinico che da molti anni attendeva una soluzione.

Il principale autore dello studio è il dottor Roberto Marchioli, che con il suo gruppo di ricerca del Consorzio Mario Negri Sud, è attualmente un punto di riferimento per il coordinamento di reti collaborative nazionali e internazionali in ambito cardiovascolare e oncoematologica.

Dopo 8 anni dall’aver fornito la risposta definitiva sul beneficio antitrombotico della somministrazione dell’aspirina a base dosi nella policitemia vera con lo studio “European Collaboration on Low-dose Aspirin in Polycythaemia vera” (ECLAP), finanziato dalla Comunità Europea e anch’esso pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM 2004;350:114-24), quest’ ultimo lavoro risolve definitivamente un altro problema clinico rimasto aperto per oltre 30 anni, comportando un miglioramento importante della prognosi e della qualità di vita dei pazienti affetti da policitemia vera.

CYTO-PV è uno studio indipendente, finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ed eseguito interamente dagli ematologi italiani guidati in questa ricerca dal gruppo del Dr. Marchioli del Consorzio Mario Negri Sud e dal prof. Tiziano Barbui degli Ospedali Riuniti di Bergamo per la normale pratica clinica. Questo lavoro dimostra come sia possibile ottenere risultati scientifici significativi quando, dovendo rispondere a domande mediche importanti e riconoscendo l’importanza della ricerca scientifica collaborativa multicentrica, si decide di rispondere insieme a domande mediche che non interessano l’industria farmaceutica bensì i pazienti e i medici che devono curarli. Tutto questo diventa possibile grazie ai fondi (limitati ma indispensabili) messi a disposizione dal Servizio Pubblico Nazionale e grazie ai progetti di ricerca finanziati dall’AIFA.

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