Petrolio, torna all’esame del Governo il progetto Ombrina Mare

“La concessione Ombrina Mare proposta per le coste d’Abruzzo dalla ditta inglese Mediterranean Oil and Gas è tornata al vaglio del governo centrale”.

E’ quanto fanno presente in un comunicato congiunto Maria Rita D’Orsogna, CSUN Los Angeles, e Fabrizia Arduini, Referente Idrocarburi WWF Abruzzo.

“In queste settimane – dicono – i ministeri romani infatti raccolgono pareri e osservazioni da parte di enti, regioni e comuni sulle trivellazioni nei mari d’Abruzzo. Ombrina Mare aveva già ricevuto un preavviso di rigetto nel 2010 dal Ministero dell’Ambiente a causa del Decreto Prestigiacomo e degli enormi impatti che avrebbe comportato ai residenti, al turismo, alla pesca e a varie zone protette che sorgono lungo il litorale della costa teatina, accogliendo il parere di centinaia e centinaia di cittadini, associazioni, docenti universitari ed enti locali che avevano espresso la loro contrarietà mandando osservazioni in critica ed organizzando molteplici eventi di protesta. Il progetto della MOG riguarda il litorale fra Ortona, San Vito, Fossacesia, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro e prevede la costruzione di un piattaforma per estrazione di petrolio a 5 chilometri da riva e di una nave FPSO che altro non e’ se non un “centro oli a mare” per la desolforazione del greggio. Pozzo e nave sorgono nelle strette vicinanze di una riserva di pesca finanziata dall’UE. La stessa MOG stima che ogni giorno ci sarà l’incerimento di circa 200 tonnellate di materiale di scarto da una fiamma perenne sulla nave FPSO. Questo tipo di raffinerie galleggianti non vengono usate neanche nel golfo del Messico per la loro pericolosità. Il Decreto Sviluppo nell’estate 2012 da alla MOG – spiegano la D’Orsogna e la Arduini – la possibilità di riaprire nuovamente la discussione. Questa volta secondo un procedimento profondamente antidemocratico, i cittadini sono stati esclusi dall’invio di osservazioni. Chiediamo a Gianni Chiodi, a Gianfranco Giuliante e a Mauro Febbo di intervenire con vigore sulla questione e di inviare osservazioni ufficiali presso il governo centrale a nome della regione Abruzzo, ricordando le promesse del 2010 secondo le quali la giunta regionale avrebbe “contrastato ogni forma di trivellazione”. Finora la Regione Abruzzo non ha espresso parere alcuno su Ombrina e su nessun altro progetto petrolifero, a differenza della regione Puglia che ripetutamente ha stilato documenti di contrarietà alle trivellazioni in Adriatico, e fatto ricorsi al TAR. Invitiamo altresì tutti i sindaci della costa e dei comuni confinanti che usufruiscono dello stesso tratto di mare, Lanciano e Vasto in primis, di far valere i propri diritti, e di ricordare al ministero dello sviluppo economico che il mare non è di Corrado Passera o della MOG ma dei cittadini d’Italia”.

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