Alla Sasi i dipendenti discutono sulla nuova pianta organica ma sono tante le perplessità sulla gestione aziendale

Le rappresentanze sindacali unitarie della Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato di Lanciano, si sono riunite ieri in assemblea per esaminare la proposta di nuova pianta organica che il consiglio di amministrazione ha presentato ai sindacati la scorsa settimana.

La riunione si è tenuta nella sala convegni del ristorante Casa Mia, nella zona industriale del capoluogo frentano. Nel corso del dibattito sono stati illustrati i punti essenziali del organigramma, che riguarda 150 dipendenti, 60 dei quali interinali. Un’assemblea che ha accolto la novità con una certa freddezza, probabilmente perché si vuole attendere quale sarà il parere delle segreterie regionali di categoria, chiamate ad una più approfondita analisi sulla pianta organica.

Ma c’è di più. La Sasi ha presentato alle RSU una proposta di inquadramento del personale, con attribuzione dei livelli. In questo nuovo scenario sono previste tra l’altro qualifiche per 4 quadri che, tradotto in soldoni, significa un aumento delle retribuzioni in prima applicazione, di circa 250 mila euro l’anno e, proiettato a regime, di circa 400mila.

Insomma, un incremento di costi di gestione non indifferente. Senza contare poi che così tante promozioni porterà inevitabilmente ad un maggior ricorso a imprese esterne per eseguire interventi, più di quanto non avvenga oggi. Eppure non c’è stata nessuna diminuzione di personale.

Nel frattempo, il 6 dicembre scorso, è stato approvato ed è entrato in vigore con effetto immediato,  un ordine di servizio per far fronte alle esigenze della società e per una più funzionale organizzazione aziendale.

Sono stati previsti incarichi per almeno 40 dipendenti, cioè il 45 per cento del personale della Sasi e in taluni casi si è arrivati al paradosso che alcuni responsabili hanno livelli di inquadramento inferiori a quelli del personale sottoposto.

Un provvedimento che ha già generato un certo malcontento.

Le perplessità maggiori riguardano la gestione dei servizi. Sono stati infatti rivisti e cambiati anche gli orari di lavoro, una rivisitazione che comporta un aumento di costi di 25 mila euro al mese per i buoni pasto. Senza contare poi che il servizio agli impianti della Sasi (acquedotti, impianti di depurazione e fognature nei 92 Comuni della Provincia di Cheti, per circa 150mila utenti) ora è stabilito fino alle ore 14 del venerdì, per poi riprendere, dopo il week end, alle 8 del lunedì.

Si diceva più sopra dell’affidamento dei lavori in sub appalto: ebbene, da quel che si è potuto conoscere, c’è un automezzo predisposto allo spurgo, costato circa 300 mila euro, che non viene utilizzato, ma lasciato parcheggiato in un garage al costo di 250 euro mensili. In compenso, per gli interventi nei quali sarebbe necessario il suo impiego, ci si rivolge a esterni.

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