Caso Scaccia: manifestazione a Pescara per chiedere la verità

Ad un anno e un giorno dalla misteriosa scomparsa, manifestazione oggi a Pescara, a cui ha partecipato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, e promossa per chiedere che il caso non venga archiviato anche se c’e’ una richiesta in tal senso del pm Giuseppe Bellelli. Insieme al padre Mario (nella foto a sinistra insieme al primo cittadino di Pescara) , alla madre Rita e alla sorella Lorena hanno sfilato lungo l’ultimo percorso compiuto dal giovane studente universitario gli amici di Moresco e il sindaco del paese natale di Roberto.

Nessuno crede che Roberto si sia ucciso: quel giorno di un anno fa era uscito di casa in abbigliamento sportivo per andare a fare footing sul lungomare. Il suo corpo è stato ritrovato 7 gennaio scorso a Bari. Sono diversi gli interrogativi ancora senza risposta per i familiari e gli amici del giovane, a Pescara con il supporto dell’Associazione Penelope e con il supporto dell’Inter club. In un manifesto e un volantino hanno elencato tutte le regioni per cui si oppongono all’archiviazione del caso: un corpo che cade in mare, come quello di Roberto, nell’acqua bassa del porto di Pescara può arrivare a largo, sfidare le correnti tanto da arrivare a Bari dopo più di venti giorni? E il corpo può arrivare intatto, con scarpe, giubbotto e pantaloncini e Ipod in tasca? Perché – si domandano – non c’é traccia di alghe (diatomee) nell’organismo di Roberto? Non si comprende, poi, perché non si ritenga attendibile la testimonianza di una ragazza che avrebbe visto il giovane il giorno della sua scomparsa lungo via Pepe, verso le 19, e perché non siano state visionate le immagini delle telecamere presenti lungo questa strada. E infine si potrebbe prendere in considerazione che Roberto abbia proseguito la sua corsa lungo la pista ciclabile che affianca il porto canale. L’archiviazione del caso – scrivono – non è una risposta”.

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