Ciarrapico (ex Isi) sul cambio del cda della società del patrimonio: “Adesso sanno come salvare i conti in rosso della Sasi”

Un fiume in piena Mario Ciarrapico. E non è un gioco di parole, visto l’argomento.

L’oramai ex vice presidente della ISI, la società delle infrastrutture per i servizi idrici nei 76 Comuni della provincia di Chieti in cui il servizio viene gestito dalla Sasi, all’indomani dell’assemblea svoltasi al Palazzo degli Studi di Lanciano, è irrefrenabile nelle sue esternazioni. La sua reazione è dovuta soprattutto una serie di rinvii su problemi che dovevano avere la precedenza su tutto non sul cambio del cda: approvazione del bilancio e fusione con la società che gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Cheti ricompresi nel territorio dell’A.T.O. 6 Chietino. Un progetto, quest’ultimo, che negli anni si è trasformato in contesa politica e giudiziaria. 

Ma andiamo per ordine. La riunione di ieri è stata particolarmente calda. Centrosinistra e centrodestra si sono dati battaglia fino a quando i sindaci di quest’ultimo schieramento, visto che i punti all’ordine del giorno più importanti non sarebbero stati approvati, hanno abbandonato l’aula mentre i loro colleghi di centrosinistra, che all’inizio premevano per il commissariamento della società, hanno deciso di votare il nuovo consiglio di amministrazione della Isi (l’avvocato Vincenzo Antonucci, presidente, affiancato da Michele Garante e Antonio Iezzi). Un cda che resterà in carica 6 mesi, forse, per poter studiare come sarà possibile procedere con il matrimonio tra le due società. 

Apriti cielo. “Il centrosinistra ha usato tanta abilità per arrivare a quel che voleva – dice Ciarrapico -, nonostante il proficuo lavoro del sindaco di Castel Frentano che ieri s’è fatta portavoce della Regione, che ha espressamente chiesto che si procedesse alla fusione. E dire che proprio loro, dopo aver a lungo portato avanti la proposta di scioglimento della Isi, hanno poi sostenuto l’unione con la Sasi, sulla quale noi abbiamo lavorato a lungo per difendere il patrimonio, gli interessi dei soci e dei cittadini. Tanto che ci eravamo impegnati a portare il progetto di fusione entro sei mesi, rispettando la volontà dei sindaci in una società unica, come le leggi prevedono. Invece di un subentro avremmo portato una nuova società. Ma è andata in un’altra maniera. Ricordo che lo stesso Camillo Di Giuseppe (sindaco di Altino e segretario provinciale del PD, ndr), settimane prima mi ha chiesto che fosse reintegrato nel cda un altro componente, da loro indicato. Ieri, invece, abbiamo avuto la conferma che quel che interessava era ricoprire alcune poltrone. Hanno cambiato il consiglio ma non hanno proceduto alla nomina dei revisori dei conti, tanto più che il collegio oggi è composto da un solo membro, Vincenzo Antrilli, di Torricella Peligna (gli altri due, infatti, sono defunti, ndr). E’ stato detto che il nuovo cda sarà a costo zero: falso, perché quel consiglio, che si troverà a lavorare duramente, avrà un prezzo. Non solo: i revisori dei conti è obbligatorio pagarli. Così com’é falso che poche ore prima è stato possibile prendere visione del documento finanziario della Isi. Noi abbiamo sempre provveduto a inviare il bilancio ai sindaci soci e con congruo anticipo. La verità è che paghiamo per i ricorsi fatti alla magistratura e alla Guardia di Finanza per le quote d’ammortamento che la Sasi non ha accantonato e perché abbiamo chiesto la massima attenzione sui costi della Sasi. Si è cambiato perché c’è la necessità di coprire i buchi di quella società, che ammontano tra i 12 e i 15 milioni di euro. Una Sasi che non interviene sulle strutture da tempo neanche per garantire i requisiti minimi sulla potabilità dell’acqua, cosa che abbiamo segnalato più volte. Di Giuseppe, poi, si è voluto vendicare della sua mancata rielezione alla Ecolan (ex Consorzio Comprensoriale Rifiuti, che è proprietaria della discarica Cerratina di Lanciano, una delle più grandi d’Abruzzo, nella quale conferiscono rifiuti i 53 comuni della provincia di Chieti che costituiscono la spa, ndr), dove è stato amministratore per diverse anni. Altro che interessi per la collettività – sottolinea infine Ciarrapico – al Pd interessa solo occupare le poltrone”.

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