Nuovo cda alla Isi, l’ex presidente D’Ercole: “C’è un disegno chiaro, la liquidazione della società del patrimonio”

Lo scontro tra centrodestra e centrosinistra sull’acqua è destinato a prendere una gran parte della scena nella campagna elettorale per le politiche. Lo si è capito dopo quanto avvenuto nell’ultima  assemblea della ISI, la società delle infrastrutture per i servizi idrici nei 76 Comuni della provincia di Chieti in cui il servizio viene gestito dalla Sasi. Isi-Sasi, la madre di tutte le battaglie degli ultimi tempi tra i due schieramenti. La prima adesso ha un nuovo consiglio di amministrazione dopo i tentativi di scioglimento, i progetti di fusione con l’altra società e con un bilancio che non è stato approvato. 

“Trovo quanto meno singolare l’atteggiamento degli amministratori che, portatori di pubblici interessi, votano i bilanci della società di gestione, censurati dal Tribunale di Lanciano, e non votano bilanci della società del patrimonio che sono in utile. Trovo irrituale la mancanza di indicazione dei revisori dei conti che, di fatto, annulla l’operatività del c.d.a (a meno che non debba proprio operare). Trovo una certa relazione tra i due punti e, visto che i pronostici li sbaglia solo chi li fa, provo a farne uno con la speranza, forte, di sbagliarmi – dice Patrizio D’Ercole, fino a tre giorni fa presidente della Isi -. Il disegno è quello della liquidazione della società del patrimonio! Facciamo due conti: c’è una società che non ha i bilanci approvati, c’è una ulteriore comunicazione del Dirigente Regionale che, in applicazione di una legge regionale, dichiara che non possono esserci società patrimoniali, nemmeno quelle esistenti (sic!), c’è un nuovo c.d.a che farà difficoltà ad essere registrato alla Camera del Commercio per mancanza di nomina dei revisori dei conti, c’è l’impossibilità (?) degli amministratori ad opporsi all’ultimatum del Commissario Unico … e allora che si fa? Si procede alla liquidazione della società del patrimonio – dice D’Ercole -. Ripeto, vorrei tanto sbagliarmi anche per conto di molti sindaci che, in buona fede, hanno creduto e credono tuttora alla bontà del profilo tenuto in assemblea. Assemblea convocata il 28 di dicembre, per evitare l’apertura di un nuovo esercizio e non per evitare il commissariamento che non sta né in cielo né in terra, né per evitare la presenza dei soci all’assemblea (l’ipotesi di un rinvio di una settimana mi è stato negato dal sindaco di Lanciano dott. Pupillo) checché ne dica qualcuno. Ripeto, è solo un pronostico e vorrei tanto sbagliarmi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *