Crisi occupazionale nel vastese, D’Amico (PD): “Invece di affrontarla c’è chi pensa a un seggio a Roma”

“ Il tempo delle attese è finito anzi, con la già avviata campagna elettorale per le politiche cui seguiranno le regionali e le amministrative del 2014, i cittadini saranno invasi sempre più da comunicazioni piene di mera propaganda; purtroppo le parole non portano lavoro e benessere, ma solo pie illusioni che durano poco ed aumentano la già imponente sfiducia verso la politica, i partiti e le istituzioni.

E’ preoccupato Camillo D’Amico, consigliere provinciale e capogruppo P.D. sulla crisi occupazionale nel vastese, con un 2013 che si annuncia ancor più difficile per i lavoratori di quell’area, già duramente colpita in questi anni.

“Le dimissioni del presidente dell’AssoVasto, Gabriele Tumini – dice D’Amico -, sono il terminale e la risultante di un territorio allo stremo, che non c’è la fa più, ed il cui futuro non è solo incerto ma critico. L’elenco delle aziende in crisi è lungo, tanto quanto le dichiarazioni, rese da chi governa Provincia e Regione Abruzzo, piene di fiducia e speranza ma vuote nella sostanza. Noi siamo del P.D., il centro/sinistra, è forza di minoranza ed opposizione, sia in Provincia che in Regione, ma abbiamo dalla nostra l’aver sempre esercitato un’azione di merito fatta di proposte. Da chi governa abbiamo ricevuto non risposte, ma spesso sberleffi ed un triste riecheggiare di presunti guai passati e trovati in eredità. Loro governano da ben quattro anni e, nel frattempo, il territorio è dimenticato ed abbandonato al suo triste destino, i cittadini hanno perso la percezione dell’utilità del voto a suo tempo concesso, la crisi occupazionale e sociale avanza imperiosa generando un disagio notevole ancora per poco ancora governabile, i promessi investimenti nelle infrastrutture sono rimasti solo tali, l’avvio dei grandi processi di cambiamento dello sviluppo (?) del territorio solo vuote parole. In tutto questo scenario c’è chi pensa di fuggire chiedendo un comodo seggio parlamentare al suo partito, come il presidente della provincia di Chieti  Enrico Di Giuseppantonio,  da qualche giorno dimissionario. Ognuno è libero di fare quel che gli pare ma, quando si è alla guida di enti importanti e dopo aver combattuto con profitto la battaglia culturale per la sua sopravvivenza istituzionale, di fronte ad una generale situazione di grande disagio economico e sociale come quello che stiamo attraversando, è il caso di rimanere al proprio posto rimandando al futuro il perseguimento di pur legittime ambizioni personali. Sul piano elettorale, i cittadini, sanno sempre valutare ed apprezzare, ma anche punire. Il P.D. nei prossimi giorni – annuncia il capogruppo in Provincia – terrà un momento pubblico di analisi e proposte per la crisi occupazionale dell’intera provincia e non sarà un manifesto elettorale, ma un serio programma di rilancio e sviluppo del nostro territorio.”  

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