Caso Isi, i sindaci del centrosinistra: “Abbiamo agito nel solo interesse dei cittadini”

“I cittadini possono stare tranquilli: continueremo ad operare con serietà ed impegno, per garantire una buona gestione “in house” del servizio idrico, rispettando in pieno l’esito inequivocabile del referendum, che ha stabilito che tale servizio debba rimanere interamente pubblico. La reazione degli ex amministratori della ISI e di altri importanti esponenti del centrodestra, sulla nomina del nuovo consiglio di amministrazione è francamente singolare”.

E’ la posizione che rimarcano in un documento diffuso in queste ultime ore i sindaci del centrosinistra alla luce delle reazioni e delle prese di posizione scaturite dopo l’assemblea, del 28 dicembre scorso, a Lanciano, della Isi, la società delle infrastrutture per i servizi idrici nei 76 Comuni della provincia di Chieti in cui il servizio viene gestito dalla Sasi. In quella occasione, come si ricorderà, è stato eletto un nuovo consiglio di amministrazione (l’avvocato Vincenzo Antonucci, presidente, affiancato da Michele Garante e Antonio Iezzi). Un cda che resterà in carica 6 mesi,  per poter studiare come sarà possibile procedere alla fusione tra Isi e la Sasi, (quest’ultima gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Cheti ricompresi nel territorio dell’A.T.O. 6 Chietino).

“Ci stiamo comportando con grande senso di responsabilità, anteponendo la salvaguardia di tali società pubbliche e quindi gli interessi dei comuni e dei propri cittadini a quelli dei partiti o degli schieramenti politici. Basta esaminare i profili professionali di chi è stato nominato dai sindaci di centrosinistra nei consigli di amministrazione sia della ISI che della SASI, in entrambi i casi si tratta di tecnici stimati, non riconducibili ad alcun partito politico – si afferma nella nota stampa -. Il centrodestra, invece, per anni ha pensato solo ad occupare tutti i posti disponibili nei consigli di amministrazione, come  successo con la Ecolan, dove ha nominato ben cinque esponenti politici del centrodestra, tra cui il presidente Giampanfilo Tartaglia e il consigliere Orazio Martelli, ex assessori della giunta Paolini, esautorati dallo stesso ex sindaco, per il mancato appoggio alla candidatura a presidente della provincia e  per questo invece ricompensati dai loro referenti politici. Ora questo consiglio d’amministrazione ha perfino negato l’accesso agli atti al comune di Lanciano, che voleva controllare la regolarità delle assunzioni fatte e dei vari incarichi professionali assegnati. Per quel che riguarda la ISI poi, il presidente Patrizio D’Ercole era rimasto, addirittura incollato alla poltrone, tant’è che pur di non lasciarla, consapevole di non avere più la fiducia dell’assemblea dei soci e dopo aver scatenato una guerra giudiziaria contro la SASI, che ha la nedesima composizione societaria, (come se noi sindaci avessimo intentato causa contro noi stessi) spendendo ingenti somme per avvocati, ha sistematicamente omesso di convocare l’assemblea per procedere al rinnovo di un consiglio di amministrazione scaduto da anni, arrivando a denunciare il sindaco di Vasto che si era fatto promotore di una raccolta di firme tra i sindaci per convocarla.

La nomina di un nuovo consiglio di amministrazione, formato da tecnici che non percepiscono compenso e con incarico a termine: sei mesi per procedere alla fusione o ad altra soluzione, era un passaggio obbligato, per chiudere in modo definitivo e meno dispendioso, l’anomalia dell’esistenza di una società del patrimonio e di una di gestione, visto che il precedente consiglio non si era rivelato all’altezza del compito. Per questo sentirsi accusati da sindaci ed esponenti di centrodestra, che loro sì per motivi politici, stanno facendo una guerra senza quartiere alla SASI, è quantomeno paradossale. Ricordo per chi non lo sapesse che sono arrivati ad impugnarne il bilancio, rischiando per fortuna senza esito, visto la sentenza del tribunale, di comprometterne la stessa esistenza e funzionalità, con i conseguenti gravi danni agli enti ed alla cittadinanza”.  

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