Città S. Angelo, una medaglia per aver aperto le sue porte al mondo

Scrive John Sommer, ebreo rifugiato a Città Sant’Angelo negli anni della seconda guerra mondiale: “Città Sant’Angelo accolse sfollati, stranieri, ex internati (tedeschi, inglesi, jugoslavi, polacchi ed altri) senza denunziarli, incarcerarli. Gli altri paesi europei e le altre regioni italiane non avevano uguale grado di civiltà e di tolleranza negli anni della guerra”.

E’ una delle testimonianze raccolte in “Città Sant’Angelo Medaglia d’argento al Merito Civile”, il secondo dei quaderni dell’amministrazione comunale voluti dal sindaco Gabriele Florindi per “imprimere nella memoria collettiva i momenti più importanti della storia cittadina”. In quegli anni, il nome in codice degli agenti alleati per indicare Città Sant’Angelo era “il paese della gente buona”: Sommer in seguito lavorerà come interprete per il Comando Tedesco grazie a una carta carta d’identità falsa (di nazionalità svizzera) rilasciata dal Comune. 

Il quaderno ricorda poi le storie di Goffredo Jukich, uno degli internati di origine dalmata, del fiorentino Vittorio Gallucci, i fidanzamenti di Paolo Pirih con Teresa Mazzocchetti e di Boris Baslakova con Doralice Core, i racconti dei soldati Remo Magagnoli e Dannebruno Vitali. Tanti episodi testimoniano la solidarietà umana di quella popolazione. Nel quaderno, assieme ai testi introduttivi di Florindi e Nevio Felicetti, tutti i contributi che hanno portato al conseguimento della Medaglia d’argento. In particolare gli scritti di Katia Di Silvestre, autrice della relazione impostata sulle ricerche dello storico Antonio Bertillo, le richieste di Filomena Delli Castelli e dello stesso Felicetti, i messaggi istituzionali di Carlo Guelfi, direttore dell’ufficio di segreteria del presidente della repubblica, e del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri. I Quaderni dell’Amministrazione Comunale vengono distribuiti gratuitamente: il primo quaderno, a cura di Giancarlo Pelagatti, ricorda il risorgimento a Città Sant’Angelo, dai moti carbonari del 1914 all’unità nazionale.

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