Fermo no del WWF Costa Trabocchi al porto turistico a San Vito Marina

“Perché ingannare i cittadini facendo sperare in una svolta economica che non potrà esserci, se non per le tasche dei progettisti che negli anni continuano a presentare questi faraonici progetti?”

E’ la domanda dalla quale parte Ines Palena, del WWF Costa Frentana, per ribadire il no dell’associazione alla realizzazione del progetto presentato dall’amministrazione di San Vito Chietino per la realizzazione di un porto turistico davanti il litorale del paese costiero.

“Il WWF frentano già in passato aveva espresso la sua opinione, ma ora dalle semplici dichiarazioni si è passati ai fatti, con tanto di approvazione di documenti progettuali dal costo di 140mila euro se non si troverà nessuno che finanzi il progetto, questa cifra resterà a carico delle casse comunali e dei cittadini sanvitesi. Forse si stupiranno i nostri detrattori, che ci accusano di interessarci solo alla tutela di piante e animali, ma la nostra opposizione è meramente basata su questioni di opportunità economica e sociale – sottolinea il presidente del WWF Costa Frentana che aggiunge dei dati sui quali riflettere su un settore come la diportistica, in crisi da tempo”.

“Il punto su cui vorremmo far riflettere la giunta e i cittadini sanvitesi è che gli ultimi dati dell’Osservatorio Nautico Nazionale (ONN) dicono che c’é stato un ulteriore calo del 26% delle presenze nei maggiori porti turistici italiani, con conseguente crisi anche nel settore dei servizi ad essi collegati, con una darsena turistica a pochi km di distanza quale “Marina del Sole” di Fossacesia – per la quale già la Regione fu condannata dalla Corte di Giustizia Europea nel 2005 perché il porto non poteva realizzarsi – che raramente risulta al completo” e con un numero di “posti barca, 40, superiore alla media nazionale di 20 (ONN 2009) sui 40km di litorale”, spiega la rappresentante del WWF. “Perché ingannare i cittadini facendo sperare in una svolta economica che non potrà esserci, se non per le tasche dei progettisti che negli anni continuano a presentare questi faraonici progetti? – chiede nella nota Palena – questa mega opera, come quella del resort sul Colle Foreste, è il parto di un’economia senza prospettive e fine a se stessa, e di una politica che ne è asservita. Nella logica di questa amministrazione ha più senso spendere 20 milioni di euro per l’ennesima “cattedrale nel deserto” che, ad esempio, i 2-3 milioni che servirebbero per recuperare una struttura come quella dell’ex- Fornace, splendido esempio di archeologia industriale, perfetta sia come ubicazione (vicinanza dal mare e dalla marina di San Vito) sia come esempio di sostenibilità (consumo di suolo zero) – conclude la nota del WWF.

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