Soldi del clan Schiavone investiti a Vasto

Gli euro del clan Schiavone investiti a Vasto con la costruzione di un residence ‘Da Alessio’. E’ quanto emerge nell’ordinanza firmata dal gip Alberto Capuano che contesta agli indagati reati che vanno dalla detenzione di armi, all’estorsione e al riciclaggio di autovetture, con l’aggravante di aver agito per favorire il clan.

Sono alcuni dei particolari emersi oggi alla luce degli sviluppi delle indagini svolte dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’arresto di 20 persone tra Aversa e Trentola Dugentache.

Gli edifici di Vasto erano stati costruiti con risorse finanziarie dell’imprenditore Luciano D’Alessio, il quale aveva ricevuto denaro dal nipote acquisito Salvatore Orabona (che ha sposato la figlia del fratello), ritenuto capozona a Trentola Ducenta dei Casalesi. 

Orabona, il 12 dicembre del 2008, fu vittima di un agguato organizzato dal superkiller Giuseppe Setola. 

D’Alessio, in passato anche consigliere comunale a Trentola, avrebbe ricevuto “un rilevante e occulto conferimento in società” scrive il gip nelle sue 341 pagine di ordinanza “e risorse finanziarie stimabili come equivalente al 70% della partecipazione societaria della Fabiana Costruzioni srl, società dedita alla realizzazione di 16 appartamenti e 4 locali commerciali a Trentola, via Roma. Impiegava ingenti fondi di provenienza delittuosa in attività economiche, così compiendo operazioni materiali per occultare l’origine.

Le indagini hanno permesso di accertare come il piccolo gruppo criminale fosse riuscito ad imporsi nell’area tra Campania e Lazio, e a dominare il giro di estorsioni, tanto da doversi inventare anche un modo per riciclare quel denaro. In questo caso, come si evince dalle accuse contestate agli arrestati, i soldi venivano riciclati col traffico di autovetture rubate, circa 60. 

E’ stato ricostruito anche un sequestro di persona ai danni di un affiliato, organizzato ed eseguito da calabresi per un ‘recupero credito’. 

I provvedimenti cautelari hanno riguardato Pietro Falcone, Salvatore Orabona (già detenuto), Luigi Del Prete, Pasquale Rinaldi, Nicola Pota, Giovanni Pirozzi, Domenico Menditto, Enrico Ponari, Gianluca Nacca, Gaetano De Biase, Antimo Scuotto, Giuseppe Iorio. Ai domiciliari Carlo Tagliafierro, l’imprenditore D’Alessio, Andrea Valentini, Luigi Domenico Peterecca, Roberto Sperati, Carlo Tavoletta, Antonio Del Prete e Carmine Verde.

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