Marineria pescarese lancia l’allarme: “Siamo sul lastrico”

Nonostante i lavori di dragaggio del porto di Pescara siano stati consegnati, marineria e armatori sono ancora disperati per i problemi economici legati proprio al mancato dragaggio. Questa mattina si sono riuniti nella sede dell’Associazione armatori Pescara e hanno lanciato l’ennesimo grido di allarme perché non ce la fanno ad andare avanti così, sono ormai sul lastrico, per cui hanno deciso di promuovere una nuova manifestazione di protesta per mercoledì o giovedì prossimi. 

“I problemi sono di sopravvivenza, nel senso vero del termine – ha spiegato Mimmo Grosso parlando a nome dell’Associazione. Per il 2012 sono state erogate solo 13 settimane di cassa integrazione e mancano altre 13 settimane più un altro semestre intero. Insomma per tutto il 2012, ha fatto notare, ogni dipendente ha percepito in totale solo 2.000 euro e poco più. Come si può vivere in questo modo? Per sbloccare l’iter della cassa integrazione per il 2012 servono almeno altri tre mesi – come è emerso nel corso di un incontro con l’Inps a cui ha partecipato anche il presidente della Provincia Guerino Testa – e non e’ chiaro se questo ammortizzatore sarà erogato per il 2013. Si è arenata invece l’iniziativa di attivare un fondo di solidarietà per la categoria, lanciata dalla Provincia di Pescara. Forse – ha spiegato Grosso – perché si è diffusa la voce che abbiamo percepito un sacco di indennità ma non è così né per i 166 dipendenti ne’ per i 51 armatori. Questi ultimi, peraltro, hanno usato i fondi arrivati dalla Comunità europea per pagare le tasse e i danni alle imbarcazioni. E per quanto riguarda le somme promesse dallo Stato (3 milioni di euro) non arriveranno prima di giugno o luglio. La richiesta è quindi quella di riattivare l’iter del fondo di solidarietà”.

Intanto, in una nota, Pescara Capoluogo afferma che “i pescatori sono ormai rovinati, i collegamenti con l’atra sponda dell’Adriatico da dimenticare, l’insabbiamento dei trabocchi sempre più vasto, inquinamento dell’acqua preoccupante in previsione della stagione balneare e chi più ne ha più ne metta.
In tempi normali e con amministrazioni pubbliche efficienti, questo dovrebbe essere solo il cartellone di una farsa teatrale, invece è la situazione reale di fiume e costa e della altrettanto reale rovina dell’economia ittica della Città. Intervento netto e altrettanto netta presa di posizione del leader di Pescara Capoluogo d’Abruzzo, Roberto Santuccione, sulle pagine del blog ufficiale del movimento biancazzurro: “Prima eravamo sconcertati dalla mancanza di azione da parte della politica locale, oggi siamo indignati per la manifesta incapacità, a tutti i livelli, nel trovare sia una soluzione temporanea come l’immediato dragaggio del fiume, sia a pianificare un serio intervento sulla diga foranea, vera responsabile del disastro economico-ambientale di fiume e mare circostante ai moli. La marineria è praticamente rovinata e a poco servono le misere ore di cassa integrazione concesse dagli organi locali. Sembra quasi che ci sia la volontà di mandare tutto all’aria e non semplice incompetenza politico-amministrativa. Il problema è serio e deve essere risolto prima che decine e decine di famiglie, lagate a vario titolo al mondo della pesca, perdano tutto. E’ una cosa inaccettabile, al limite del ridicolo adolescenziale, che le responsabilità, la politica, se le scarica a vicenda in una sorta di macabro balletto a danno della pesca. Se gli amministratori locali – conclude il leader biancazzurro – non pongono rimedio al loro stallo, si porteranno sulla coscienza un peso non indifferente”.

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