Pescara, armato di pistola si è asserragliato in agenzia di scommesse: “Sono indebitato, non ce la faccio più”

Non ce la fa più a tirare avanti, oppresso dalla crisi economica. Così, all’ora di pranzo, armato di pistola, si è chiuso all’interno dell’agenzia di scommesse Pakundo, a Santa Teresa di Spoltore. Marcello Sborgia è un uomo in preda alla disperazione: non è più in grado di onorare gli impegni con un istituto di credito e alcuni debitori. Ha sparato in area due colpi di pistola e non vuole parlare con nessuno. La sua attività e circondata dai carabinieri, con i quali comunica con sms. Niente più. Non replica nemmeno ai parenti che sono corsi sl posto. Gli inquirenti stanno cercando di convincere la banca a concedere all’imprenditore una dilazione. La situazione è complicata. Si teme che Sborgia, nello stato in cui è, possa commettere un gesto estremo.

Sborgia 53 anni, è un imprenditore conosciuto a Spoltore. Come costruttore è uno degli indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio dal sostituto procuratore Gennaro Varone nell’ambito dell’inchiesta sul Comune di Spoltore. Questa mattina ha scritto su Facebook che oggi sarebbe stata una “giornata particolarmente…. Sto facendo una battaglia contro una banca che ci ha tolto la possibilita’ di onorare gli impegni presi e sto facendo una battaglia per proteggere i miei clienti, cioe’ quelli che hanno acquistato casa da noi”. 

Davanti al Punto Snai si sono radunati molti curiosi. Tra loro anche l’ex presidente del Consiglio regionale Marino Roselli ed il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito.

Dopo 10 ore ha deciso di desistere, convinto dai familiari e dagli amici. Sborgia ha consegnato la pistola con la quale ha esploso due colpi quando ha deciso di barricarsi nell’agenzia di scommesse che gestisce a Santa Teresa Spoltote, cittadina dove ha anche un’impresa di costruzioni. Sembra che l’istituto di credito che gli aveva negato aiuti ora sarebbe disposta a concedergli quei finanziamenti necessari per completare degli appartamenti e venderli. 

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