Usura e estorsione: cinque arresti a Lanciano

L’usura, un cancro che da anni colpisce Lanciano. Stamattina all’alba, 60 carabinieri con una unità cinofila, hanno eseguito 5 misure cautelari che hanno raggiunto i fratelli Gennaro e Ferdinando Malvone, rispettivamente di 43 e 47 anni, di Caserta, Roberto Spinelli, 45 ann, di Lanciano e i fratelli Rocco e Antonio Buccini di Santa Maria Capua a Vetere, di 29 e 26 anni. I primi 4 sono stati accompagnati dai carabinieri nella casa circondariale di Villa Stanzazzo,  mentre per Antonio Buccini la misura cautelare è quella degli arresti domiciliari.

Le accuse per loro sono di usura aggravata e estorsione aggravata ai danni di commercianti e privati cittadini. Le indagini dei carabinieri hanno preso il via nel giugno scorso quando il muro di omertà che di solito viene eretto attorno a questa vera e propria piaga sociale, ha iniziato a frantumarsi. Alcune delle vittime, di fronte alle continue e sempre più esigenti richieste dei ‘cravattari’, in alcuni casi anche con metodi violenti, hanno deciso di chiedere aiuto agli uomini dell’Arma. La collaborazione con le forze dell’ordine e la locale Procura alla fine ha dato fiducia a e il numero dei denunciati è aumentato. In sei hanno raccontato, nei particolari, le modalità con le quali agivano gli usurai. Le somme che venivano richieste erano di poca entità. I ‘cravattari’, pur di invogliare i ‘clienti’, nei primi incontri non chiedevano interessi, e se lo facevano si trattava comunque di quote minime. La trappola scattava subito dopo quando i tassi raggiungevano cifre che non potevano essere onorati. Si trattava di rate settimanali, che il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, ha definito “una sorta di bancomat per l’organizzazione”.  

7 mesi di indagini e quella che a tutti gli effetti è parsa un’organizzazione ben costruita è stata smantellata.

Oltre agli arresti sono state sotto sequestro preventivo dei beni di non si giustifica:

23 auto di vario valore: una villa a Castel Frentano: un unità immobiliare in Campania; una attività commerciale a Lanciano; un terreno e costruzione a Lanciano; due appartamenti in San Vito Chieti; un libretto di deposito di conto corrente. 

Altre cinque persone sono state denunciate a vario titolo. I fratelli  Malvone, sono conosciuti dagli inquirenti in quanto finiti nell’operazione anti usura Made in Naples, che alcuni anni fa portò a smantellare un traffico di droga.

Non è la prima volta che Lanciano sale agli onori della cronaca per l’usura. Anni fa, la Curia Arcivescovile di Lanciano, di fronte alla diffusione del fenomeno attivò una linea telefonica per mettere nelle condizioni le vittime di denunciare e trovare sostegno. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *