Val di Sangro, i sindacati denunciano: “Se non si sblocca la situazione nel Consorzio per lo Sviluppo industriale gravi ripercussioni per molte aziende”

Non possiamo consentire che il protrarsi di questa situazione di incertezza  peggiori ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati alle aziende, compromettendo il tessuto produttivo già duramente provato dalla crisi strutturale che ha colpito la Regione Abruzzo e tornare ai tempi bui della valle della morte degli anni 70”.

CGIL, CISL, UIL e FINDICI sono chiari: in Val di Sangro la situazione di precarietà, di difficoltà e le disfunzioni che si evidenziano nel Consorzio per lo Sviluppo industriale del Sangro, causate soprattutto dalla Legge Regionale di costituzione dell’ARAP (Agenzia Regionale Attività Produttive) hanno di fatto bloccato qualsiasi tipo di investimento teso alla manutenzione e al miglioramento degli impianti ed infrastrutture gestiti dal Consorzio industriale. A rischio vi sarebbero 12 mila posti di lavoro.

“Il protrarsi di questa situazione di stallo – dicono CGIL, CISL, UIL e FINDICI -oggi può comportare, nel giro di poche settimane, il blocco dell’erogazione dei servizi alle aziende del territorio, che rischiano di non ricevere quei servizi essenziali: servizio idrico potabile, industriale, raccordo ferroviario, depurazione delle acque, trattamento delle acque, pubblica illuminazione, con gravissime ripercussioni sull’apparato produttivo di una delle aree a maggiore concentrazione industriale della nostra Regione. Chiediamo all’Assessore allo Sviluppo Economico  e a tutte le forze politiche regionali di rimuovere urgentemente tutti gli ostacoli, che ad oggi anche per effetto della Legge regionale del 2009 inibiscono le attività del Consorzio, creando forti disfunzioni ai servizi erogati alle aziende, con gravi ripercussioni economiche ed ambientali”.

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