I sindacati: “Chiodi ha fatto scendere Morra dagli autobus”

Franco Rolandi, della Filt Cgil, Alessandro Di Naccio, della Fit Cisl, Luciano Lizzi della Faisa Cisal, e Michele Giuliani dell’Ugl trasporti hanno annunciato questa sera lo sciopero regionale di 24 ore proclamato per l’8 febbraio con il blocco di tutte le prestazioni straordinarie a partire dal prossimo 1′ febbraio nel settore dei trasporti regionali.

Una notizia che era nell’aria già da ieri pomeriggio, a conclusione dei lavori del Consiglio regionale straordinario sul tema del riordino delle aziende pubbliche di trasporto, che non ha prodotto concreti risultati. 

Lavoratori e sigle di categoria attendevano invece delle risposte diverse: sul progetto di fusione si parla oramai da tempo, sono stati individuati anche i ‘bacini’ ma la situazione non si sblocca. Il governo regionale, per bocca del presidente Chiodi, ha annunciato che entro il 31 marzo prossimo la situazione potrebbe cambiare. Sul tavolo restano da esaminare alcune problematiche legate ai costi e agli esuberi. Insomma, c’è da avviare un nuovo confronto con i sindacati che s’annuncia alquanto difficile.

Cgil, Cisl, Cisal e Ugl hanno sottolineato come Chiodi “ha sentenziato, senza equivoci, che la fusione delle tre aziende pubbliche ‘non s’ha da fare’, sconfessando le dichiarazioni del proprio assessore pronunciate qualche istante prima e confermando, peraltro, le anticipazioni di qualche settimana fa del Sole24ore. Una posizione che, se ce ne fosse ancora bisogno, non ci ha sorpresi più di tanto perché è esattamente in linea con l’agenda elettorale del Presidente e, in piena sintonia, inoltre, con le aspettative delle imprese private del settore. Per il Governatore della Regione Abruzzo le problematiche del settore sono essenzialmente riconducibili ai privilegi dei lavoratori ed alla loro bassa produttività. Ci viene il dubbio che Chiodi non conosca le condizioni in cui operano coloro che consentono quotidianamente, con il proprio lavoro, la mobilità dei cittadini abruzzesi. Ricordiamo al Presidente Chiodi – dicono i sindacati – che stiamo parlando di una tipologia di lavoro che le vigenti leggi dello Stato italiano (e non le Organizzazioni Sindacali), hanno riconosciuto quale attività usurante in relazione sia alle caratteristiche delle prestazioni lavorative che agli orari disagiati di impiego. In merito poi al rapporto salari/maggiore produttività, tirato in ballo da Chiodi quale aspetto determinante e vincolante per proseguire nel progetto di fusione, sarebbe forse il caso di rammentare che il salario degli autoferrotranvieri è congelato da più di cinque anni, in ragione del mancato rinnovo contrattuale. Nella sua arringa al Consiglio Regionale, il Presidente Chiodi ha omesso di soffermarsi sui costi ingenti generati dall’esigenze della politica. Esigenze che si traducono in costi impropri per la collettivita’ abruzzese necessari a pagare le indennità di Presidenti, Vice Presidenti, Consiglieri di Amministrazione, Collegi dei revisori, Direttori Generali, Vice Direttori Generali, Dirigenti per ogni settore e consulenti da moltiplicare per tre come il numero delle attuali imprese. In realtà sono queste le reali motivazioni che impediscono alla politica di completare un percorso formalmente determinato da due Leggi regionali e la dimostrazione lampante si e’ resa visibile nei rinnovi triennali dei Cda e nel tentativo finora fallito di aumentare ancora quelle figure, operazioni entrambe messe in campo negli ultimi mesi.

Il Presidente Chiodi vuole una risposta dai sindacati sugli esuberi che potrebbero determinarsi a seguito della fusione? Intanto consiglieremmo un aggiornamento dei dati che tenga conto dei numerosissimi pensionamenti registrati nel 2012 nelle tre aziende senza che gli stessi siano stati rimpiazzati, cosa che tra l’altro comincia a generare problemi nell’effettuazione dei servizi. Inoltre c’è ancora qualcuno che mira ad assumere personale impiegatizio e che addirittura pensa di esternalizzare lavoro di natura amministrativa. Potrebbe sembrare un paradosso ma stanno cercando di convincere l’opinione pubblica che lasciando separate le imprese e continuando sia a moltiplicare i costi per le normali attività aziendali che a portare all’esterno milioni di euro per la manutenzione dei mezzi, i cittadini abruzzesi potranno beneficiare di migliori servizi a costi

inferiori. Fino all’ultimo abbiamo auspicato che il lavoro concertativo e che credevamo costruttivo, avuto con l’Assessore Morra potesse contribuire a riorganizzare i servizi di trasporto regionale, utilizzando al meglio le già esigue risorse disponibili per il settore. Il Consiglio Regionale di ieri ha sancito che Morra sui trasporti non rappresenta la fonte decisionale più autorevole”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *