Niente idrocarburi in acqua, allarme rientrato nell’Adriatico

“Nessun sversamento in mare di idrocarburi. A 60 ore di distanza dall’allarme che abbiamo lanciato possiamo confermare che non c‘è presenza di greggio in mare”

La Edison, come aveva già fatto la Capitaneria di Porto, ha dunque escluso che la macchia che nella notte di lunedì scorso era stata notata galleggiare da poppa a prua della nave Alba Marina, a poca distanza dalla piattaforma Rospo Mare, è di natura organica, diversa dal petrolio. Si tratta in sostanza di terra, erba, canne portate a largo da qualche fiume. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi, avanzata pure dalle autorità marittime, che qualche nave – non sono poche quelle che transitano da quelle parti, ndr -, abbia liberato in Adriatico qualche prodotto. 

Nessun incidente, quindi. Era stata la stessa società, che gestisce il campo offshore a 12 miglia dal porto di Termoli, a lanciare l’allarme e subito aveva attivato le procedure del caso, avvertendo, innanzitutto la Capitaneria. Sia i mezzi di quest’ultima, che quelli messi in campo dalla Edison, hanno eseguito una serie di controlli aereo-navali nell’area, scandagliando anche il fondo marino con un apposito robot.  

“L’intera area è sorvegliata da un sistema di telecontrollo a terra nella base di Santo Stefano – hanno spiegato nell’incontro con la stampa Nicola Monti, direttore idrocarburi, e Giovanni Di Nardo, responsabile operations -, da cui è possibile arrestare la produzione in qualsiasi momento. Sono previsti sia arresti d’urgenza, che sigillano il giacimento sul fondo del mare, sia l’attivazione delle pompe antincendio su tutto l’impianto in caso di fuoriuscita di gas. Lo stesso sistema di arresto è presente sulle piattaforme. L’intervento di emergenza è possibile anche dalla Alba Marina (portata lorda 109mila tonnellate, a largo di Termoli dal giugno scorso), nave a doppio scafo e doppio fondo, ancorata nei pressi della Rospo Mare e collegata alla piattaforma. Nei prossimi giorni proseguiremo le ispezioni subacque, tempo permettendo, portando in questo modo a compimento tutti i rilievi previsti”.

La Edison ha annunciato che nelle prossime settimana è previsto un altro intervento straordinario di manutenzione al campo, finalizzato alla verifica delle apparecchiature in pozzo e al ripristino di 2 pozzi della piattaforma Rospo Mare c. I lavori, che inizieranno nel prossimo mese di febbraio e che avranno la durata massima di 5 mesi, verranno realizzati dall’impianto Perro Negro 8.

Il campo petrolifero offshore di Rospo Mare è in produzione dal 1982 ed ha estratto sino ad oggi 92 milioni di barili di olio. Gli impianti di produzione, che Edison gestisce in qualità di operatore al 62 per cento in joint venture con Eni al 38 per cento, sono installati sulle piattaforme Rospo Mare A, B e C distanti due chilometri dalla Alba Marina. Le piattaforme sono installate in 70 metri di profondità d’acqua, sono interconnesse tra loro tramite condotte sottomarine e l’olio prodotto dai 28 pozzi di produzione è convogliato attraverso una condotta sottomarina alla nave.

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