Licenze taxi, in tre finiscono in carcere. San Vito al centro dell’inchiesta

Due titolari di società di trasporto e un intermediario abruzzese sono stati arrestati questa mattina dalla polizia giudiziaria del tribunale di Lanciano per il reato di associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Lanciano sulla regolarità del rilascio delle autorizzazioni delle licenze di noleggio con conducente. Si tratta di due titolari di società operanti a Roma nel settore trasporti, aeroporto Fiumicino, e di un intermediario abruzzese che si occupava di procacciare le licenze in regione. 

Gli arrestati sono Fabio Falasca, di Roma, 45 anni, titolare della Blu CAR autonoleggi, Agostino Forte, di Roma, 45 anni, titolare della Airport Shuttle Bus e Sebastiano Di Maria, 42 anni, di Manoppello. 

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Lanciano Ruggiero Dicuonzo, è partita un paio di anni fa da una denuncia dei tassisti di Roma ed è stata portata avanti dalla Polstrada di Lanciano. A settembre scorso la Polstrada aveva perquisito gli uffici di alcuni piccoli comuni del Frentano, sequestrando documenti e pc negli uffici comunali di San Vito Chietino, in particolare, dove sono state rilasciate negli ultimi anni circa 50 licenze di noleggio con conducente. Un numero molto elevato per un paese di 5.432 abitanti. 

Alcune di quelle licenze, clonate e falsificate con autocertificazioni, sarebbero finite sul mercato romano dove sono state rivendute da procacciatori d’affari anche a 10mila euro l’una per fare praticamente concorrenza sleale e illegale ai taxi. 

Il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha ordinato le misure cautelari in carcere e “riconosciuto come componenti dell’associazione a delinquere Antonio e Angelo Bianco di San Vito Chietino, padre e figlio”, ha detto il procuratore di Lanciano Francesco Menditto nel corso della conferenza stampa. 

Angelo Bianco, 55 anni, funzionario del comune di San Vito Chietino, firmava le licenze oggetto dell’inchiesta e secondo l’accusa avrebbe “intascato tangenti mascherate da affitti per il ricovero delle auto per decine di migliaia di euro. Un numero elevatissimo ed assolutamente sproporzionato di licenze per il servizio di noleggio di autoveicoli con conducente”, prendendo come “pretesto per tale aumento indiscriminato l’approssimarsi dell’evento sportivo Giochi del Mediterraneo.

La Procura ha chiesto la misura cautelare in carcere per Angelo e Antonio Bianco, figlio e padre: il gip ha respinto la richiesta “perché non ha ravvisato le esigenze di custodia cautelare”, hanno spiegato nella conferenza stampa il procuratore Francesco Menditto e il sostituto Ruggiero Dicuonzo, titolare dell’inchiesta, “ma ha pienamente condiviso l’impianto accusatorio. Angelo Bianco ha incassato tangenti mascherate per decine di migliaia di euro, occupandosi di reperire anche le rimesse finendo per indicare la casa dove abitava come ricovero per auto in regime di autocertificazione”.

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