Corte dei Conti: ecco cosa non va in Abruzzo

Nelle 397 pagine della relazione che il procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, ha illustrato in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2013, per quanto concerne l’Abruzzo l’indice è puntato sulle istruttorie in corso riguardanti alcune vertenze sul terremoto del 2009 (contributi pubblici elargiti a seguito del sisma; problematiche scaturite dalla realizzazione dei M.A.B. Moduli Abitativi Provvisori-; irregolarità nei puntellamenti di numerosi edifici ritenuti pericolanti; sentenze penali riguardanti fatti dai quali potrebbero derivare danni erariali o danni all’immagine della P.A.), ma anche sulla sanità e sulla gestione dei rifiuti.

“Tra i casi di particolare interesse affrontati dalla Procura regionale Abruzzo, si segnala la gestione dei servizi pubblici per la raccolta rifiuti, dove si assiste a fenomeni di gravi inefficienze con sperpero di risorse anche con riferimento alla gestione delle discariche – scrive il procuratore generale -. Sono state rilevate, in sede istruttoria, cattive gestioni nello svolgimento di contratti pubblici e nella realizzazione di lavori pubblici in modo precario e incompleto, con esposizione dell’amministrazione a contenziosi con le imprese affidatarie, spesso scelte senza il ricorso a pubbliche selezioni, necessarie per ottenere prezzi più convenienti, per evitare violazioni delle regole della concorrenza e un’alterazione del mercato, che in definitiva favoriscono le imprese che possono contare su un sistema di amicizie interne all’amministrazione e riescono a ottenere favorevoli contratti.

Illeciti sono stati rilevati nell’attività relativa alla gestione del contenzioso amministrativo da parte degli enti locali, dove spesso si assiste ad ordinanze di archiviazione prive di motivazione, nonostante l’oggettività dell’illecito accertata dagli organi di polizia (in particolare in materia sanitaria). In questi casi oltre al pregiudizio finanziario pari all’importo contravvenzionale non acquisito, si viene a depotenziare il sistema sanzionatorio spesso nel delicato settore dell’igiene degli alimenti e della loro lavorazione, a scapito della sicurezza alimentare.

Esistono anche vicende legate alla mancata riscossione di contravvenzioni al codice della strada da parte di diversi Comuni – aggiunge Nottola -, dove il servizio non è organizzato in maniera efficiente, oltre la circostanza che possono emergere anche ipotesi di reato, quando sono cancellate contravvenzioni legittimamente elevate solo sulla base di amicizie personali di amministratori e/o dipendenti degli uffici di polizia municipale.

Si segnalano rilevanti pregiudizi per l’acquisizione illegittima e irregolare di contributi pubblici, dove oltre all’attività truffaldina di molti beneficiari, fondata su documentazione falsificata (es. fatture emesse in assenza di prestazione), emergono spesso carenti attività di controllo perché le azioni illecite non vengono quasi mai impedite.

Su queste vicende si segnalano anche le vane asseverazioni documentali redatte da tecnici privati incaricati, il cui controllo si limita ad aspetti formali del tutto inadeguati a impedire l’illecito.

Altre vicende seguite dalla Procura riguardano fenomeni illeciti legati alla commissione di reati contro l’amministrazione, con riferimento a fenomeni corruttivi, ma anche a vicende legate a comportamenti dei dipendenti che sono assenti ingiustificati dal servizio. Per queste ultime fattispecie la Procura, oltre danno patrimoniale per mancata resa del servizio, contesta ai responsabili la lesione all’immagine pubblica, perché la recente legislazione in questa materia non richiede una sentenza di condanna penale definitiva.

Si assiste anche all’intervento di Commissari ad acta per la redazione dei rendiconti — da parte dei Comuni, cui conseguono le spese e il relativo danno erariale.

Sussistono diverse fattispecie di pregiudizi erariali in campo sanitario, sia per vicende legate ai c.d. sinistri sanitari con spese per risarcimenti, ma anche alla cattiva organizzazione del servizio con sprechi importanti.

Non mancano istruttorie aperte sul mondo delle società partecipate – si legge nella parte conclusiva della relazione relativa all’Abruzzo -, dove si assiste a plateali fenomeni d’illegittimità cui conseguono sempre danni erariali, con costi che, alla fine, ricadono sempre sul bilancio pubblico”. 

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