Turismo: dopo 40 anni si mettono da parte le rivalità e si punta al rilancio della Majelletta

Il braccio di ferro tra i comuni per la gestione degli impianti sciistici del bacino di Passolanciano, sembra finalmente giunto a conclusione. Polemiche, ripicche durate più d’un quarantennio stavolta sono state messe da parte nell’interesse generale. Senza dubbio era ora che ci incamminasse sulla strada della collaborazione per una località che merita d’entrare a pieno le più importanti del centro sud d’Italia. 

Il passo decisivo in questa direzione è stato compiuto oggi a Pescara dove è stato raggiunto un accordo, sul quale si è lavorato per oltre due anni, tra le Province di Chieti e Pescara, e i Comuni di Pretoro (che sarà capofila del progetto), Rapino, Roccamorice, Serramonacesca e Lettomanoppello, che permetterà appunto di lavorare per creare il grande bacino sciistico della Maiella. 

La Regione elargirà un finanziamento di 2 milioni e 800mila euro di fondi Fas, che saranno utilizzati per la realizzazione di nuovi skilift e servizi aggiuntivi lungo tutto il percorso delle piste. Sono tre le zone sciistiche: Passo Lanciano, Passo Tettone e Majelletta. 10 gli impianti presenti, che conducono sino a quota 2000, con tracciati di tutte le difficoltà. 

“Quella di oggi è una data storica, perché finalmente è stato scardinato un sistema che per 40 anni ha impedito lo sviluppo turistico di un territorio – ha detto il Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale Emilio Nasuti, a margine della riunione -. Ora siamo arrivati alle battute finali: dopo le delibere dei consigli comunali e provinciali, si potrà partire con la gara d’appalto, che contiamo di bandire entro la fine di quest’anno. E’ un grande risultato, perché per troppi anni il bacino sciistico di Passolanciano-Maielletta è rimasto al palo, nonostante quelle piste siano le più vicine alla costa e alle principali aree urbane della regione. Ora l’auspicio è che anche gli imprenditori privati facciano squadra come sono riuscite a fare le istituzioni, in modo che questo piano di sviluppo possa avere una forza ancora più grande”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *