Casa d’appuntamento invece di un centro benessere: la polizia mette i sigilli

In esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari, Luca De Ninis, su richiesta del pubblico ministero Annalisa Giusti, stamani gli agenti della Questura di Pescara hanno posto i sigilli ad un centro benessere, lo “Yoga Karma”, in Lungoaterno Sud, all’interno del quale si celava una vera e propria ‘casa di appuntamenti’. 

Il decreto di sequestro è stato emesso nel corso di un procedimento penale instauratosi lo scorso mese di gennaio, quando a seguito di alcuni accertamenti operati  dalla polizia è stato appurato che, in realtà, dietro l’apparenza di un centro massaggi, alcune ragazze, giovani di età e di varie nazionalità, offrivano prestazioni sessuali in cambio di denaro. 

Nell’occasione, nella giornata del 8 gennaio 2013 personale delle volanti, insospettito da un andirivieni di persone nei pressi dell’edificio ove è situato il Centro Benessere, decideva di effettuare un controllo entrando nello stabile. Nell’androne, gli operatori  fermavano un trentatreenne della provincia di Chieti che su richiesta dei poliziotti spontaneamente dichiarava di essersi recato all’interno del predetto centro benessere, dove aveva usufruito di una prestazione sessuale, specificando che era la seconda volta che vi si recava. Gli operanti, allora, decidevano di entrare nell’appartamento e dentro una delle stanze vedevano un uomo, completamente nudo, disteso su di un lettino, mentre una ragazza stesa su di lui, con indosso solo gli indumenti intimi, lo stava massaggiando. Si accertava nell’immediatezza che l’uomo, di trentadue anni, pescarese, aveva pagato la somma di Euro 100 in cambio di un massaggio con annessa prestazione sessuale. 

Nell’appartamento vi erano tre ragazze, un’italiana del ’92, residente a Montesilvano, una brasiliana di 39 anni, anch’ella residente a Montesilvano ed una romena di anni 32. Le donne confermavano tutte che nel centro, oltre ai normali massaggi, venivano effettuate anche prestazioni sessuali, con tanto di tariffe in evidenza. Nel corso del controllo, però, i poliziotti avevano modo di accertare che la donna  brasiliana, B. S., di anni 39 in realtà rivestiva il ruolo di responsabile del centro, con il compito di gestire gli appuntamenti e raccogliere l’incasso; per tale motivo quest’ultima veniva indagata in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione. In una cassetta posta sul tavolo della cucina dell’appartamento, veniva inoltre rinvenuta la somma di 620 euro, sottoposta nell’immediatezza a sequestro in quanto provento dell’attività di prostituzione.

 

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