Il governo impugna il finanziamento di 5,5 milioni di euro per la Saga

La questione è complicata e mette a serio rischio la sopravvivenza dell’aeroporto di Pescara. I fatti sono questi: il Consiglio dei ministri ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale che stanzia 5,5 milioni di euro per lo scalo pescarese, vitale per la sua sopravvivenza. Una notizia venuta fuori nella tarda mattina di oggi che ha immediatamente creato non poca agitazione. 

Per il governo, la norma che la Regione ha approvata negli ultimissimi giorni del 2012 per fronteggiare la crisi finanziaria della Saga, la società che gestisce lo scalo presenta aspetti di illegittimità costituzionale perché si pone in contrasto con i princìpi comunitari e violerebbe la disciplina sugli aiuti di Stato, in quanto non è stata sottoposta al vaglio della Commissione europea per il parere preventivo.

A questo punto, se la posizione del governo dovesse essere confermata dalla Consulta, il timore è che la Saga debba restituire tutte le provvidenze pubbliche ricevute negli ultimi anni, una circostanza che determinerebbe un sicuro default. I 5,5 milioni di euro erano stati trovati pescando i soldi dalle economie vincolate destinate alle funzioni delegate dallo Stato in materia ambientale, necessari a rifinanziare una norma del 2001 sulla valorizzazione dell’aeroporto che originariamente prevedeva un contributo di un miliardo di vecchie lire. Ma l’esecutivo di Mario Monti, che in questi giorni di campagna elettorale porta avanti l’ordinaria amministrazione, nella seduta dell’8 febbraio scorso ha impugnato la legge, gettando nello scompiglio la Regione e la Saga.

Secondo quando sostiene il governo, infatti, la legge numero 69 del 2012 contiene disposizioni in contrasto con i principi comunitari in materia di aiuti di Stato e viene violato l’articolo 117 della Costituzione, quello che specifica i vincoli imposti dall’ordinamento comunitario che l’Italia ha accettato entrando nell’Unione europea.

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