Aria irritante a Punta Penna, Confindustria Chieti scaccia i sospetti sull’area industriale

Tutto nasce il 14 febbraio scorso quando il direttore tecnico degli impianti di depurazione di Punta Penna e Gissi, Elio Scurti, segnalava che presenza nell’aria di sostanze irritanti. Scurti aveva allertato le autorità competenti, sottolineando, tra l’altro, che i lavoratori dell’impianto da tempo erano costretti a operare in condizioni difficili, tanto da esser stati costretti a munirsi dispositivi di protezione individuale. Oltre a minacciare l’evacuazione dei dipendenti del Coniv, nella lettera che il direttore ha inviato al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, ai Nas dei Carabinieri, all’Arta, alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti, il direttore aveva indirizzato quale fonte del problema l’area industriale di Punta Penna.

Sospetti ai quali Confindustria Chieti ha replicato. Risposte e puntualizzazioni  affidate a Marilena Mariani. Nella nota diffusa dall’Assistente Direzione e Presidenza, della Gestione e Organizzazione Eventi, Marketing e Sviluppo Associativo, della Segreteria Comitato Piccola Industria e Segreteria Sezione Servizi Innovativi, viene affermato che “in quella zona operano aziende dalla tradizione industriale specchiata, dove, in decenni di attività, non si sono mai verificati casi di malattia professionale. E’ il caso di chiarire all’opinione pubblica che, la maggior parte delle aziende, sono sottoposte a controlli periodici di tutti gli organismi competenti (Asl, Arta, Vigili del Fuoco, Forestale etc. etc.), così come tutte le attività svolte sono rispettose delle, stringenti, indicazioni fornite in sede di valutazioni degli organismi preposti alle fasi autorizzative. Detto questo è il caso di far notare alcune cose, a partire dal giorno (giovedì 14 febbraio) in cui si sarebbero verificati gli ultimi casi di fastidio avvertito nell’ambito dell’impianto CONIV. Bene, nelle stesse ore a Punta Penna si è svolta una manifestazione di grande rilevanza pubblica (era il giorno di arrivo della prima nave portacontainer) a cui hanno partecipato ben 3 Consiglieri Regionali, il Presidente della Provincia di Chieti, il Sindaco di Vasto, il Presidente del Consiglio Comunale di Vasto, alcuni Consiglieri Comunali di Vasto, la maggior parte dei referenti delle Forze dell’Ordine (Capitaneria di Porto, Finanza, Dogana), oltre a molti operatori economici locali e di alcune aree limitrofe. Ma c’è di più: alla stessa manifestazione hanno partecipato gran parte degli operatori dell’informazione pubblica locale. Bene, nessuno ha notato o fatto notare la presenza in atmosfera di sostanze irritanti. C’è poi da aggiungere che il problema viene avvertito all’interno di un depuratore consortile per il trattamento di acque reflue. A differenza di quello che avviene per le aziende produttrici, in generale, che operano quotidianamente sempre in presenza delle stesse sostanze, purtroppo l’attività all’interno del depuratore è legata a sversamenti di varia natura e vario genere. Vasto su questo aspetto, tra l’altro, vanta anche qualche “fenomeno” non proprio limpido e cristallino che la stessa stampa ha più volte evidenziato con denunce circostanziate di scarichi illegittimi nella stessa rete fognaria della città. Non va dimenticato, purtroppo, che sono stati proprio i depuratori spesso luoghi di morte per molti operatori. L’ultimo aspetto, anche se riveste un ambito soggettivo va, comunque, evidenziato che chi oggi solleva il problema è stato nel passato direttamente o indirettamente coinvolto nell’ambito dell’inchiesta per smaltimento illegale di rifiuti denominata “Open Gates”. Se mai qualcuno lo avesse dimenticato – ricorda la Mariani – è stata proprio Confindustria che, per mettere fine alle polemiche che sanno tanto di strumentalizzazione con ben altri fini speculativi, su cui forse è il caso ci si interroghi seriamente e serenamente, ha ipotizzato di intervenire con l’acquisto e l’installazione di una centralina per il controllo in continuo della qualità dell’aria. Ma al solito chi critica solo per criticare anche in quella occasione ebbe a che ridire sulla proposta. Su questo punto basta riprendere il tenore delle dichiarazioni rilasciate al tempo”.

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