Piattaforme petrolifere all’orizzonte della Costa dei Trabocchi

Un vero e proprio centro oli galleggiante lungo 350 metri per la desolforazione sul posto del petrolio e del gas estratto dai fondali marini, a soli 9 chilometri dalla riva e con la piattaforma a circa a 6 km dal SIC Fosso delle Farfalle e vicinissima a diversi altri siti di interesse comunitario.

Sono gli aspetti tecnici di Ombrina Mare2, la grande piattaforma galleggiante della inglese Mediterranean Oil and Gas (MOG o Medoil), che avrebbe il 15 gennaio scorso ha incassato il  parere favorevole Commissione Via e Vas. Il governo Monti ha così dato via libera al progetto che  riguarda il litorale fra Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino di Sangro e prevede la costruzione di una piattaforma per estrazione di petrolio con annessa nave FPSO. Una decisione che appena resa nota ha scatenato le proteste degli ambientalisti e non solo di questi.

Uno dei tratti più belli della costa abruzzese le cui potenzialità sono ritenute fondamentali per lo sviluppo turistico rischia ora di veder vanificati tutti gli sforzi che da anni si stanno compiendo in quella direzione.

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