Il WWF prepara piano d’azione contro Ombrina Mare2

Il WWF Italia muove i primi passi per contrastare la paventata installazione, a pochi chilometri dalla Costa dei Trabocchi, della piattaforma-raffineria Ombrina Mare. L’associazione ambientalista ha promosso, infatti, una riunione presso la Camera di Commercio di Chieti Scalo, per il prossimo 1° marzo alle ore 15, affinché cittadini, amministratori, organizzazioni, associazioni, movimenti, partiti definiscano un piano di azioni comuni, a partire dal ricorso al Tar alle eventuali manifestazioni locali e nazionali. «La piattaforma-raffineria Ombrina Mare è un centro-oli al cubo – scrive in una nota stampa il WWF – che apporterà sicuramente enormi rischi per l’ambiente e l’economia abruzzese e del medio-basso Adriatico». Per 20-25 anni questo impianto, realizzato direttamente in mare, costituirebbe un vero e proprio incubo per l’intera fascia costiera non solo per l’Abruzzo, ma per l’intero medio-basso Adriatico. «Ricordiamo che, per stessa ammissione delle organizzazioni dei petrolieri, questi impianti rilasciano frazioni consistenti di idrocarburi in mare durante le normali operazioni anche senza i cosiddetti incidenti – dichiara Dante Caserta, presidente f.f. del WWF Italia. –  E’ inconcepibile quanto sta accadendo, sarebbe stato grave anche solo aver immaginato di piazzare una mega-piattaforma con fiamma perenne e annessa petroliera di 300 metri di lunghezza proprio di fronte il simbolo della nostra costa, il trabocco di Turchino. Uno sversamento in mare toccherebbe direttamente diversi siti di interesse comunitario e aree costiere su cui si basa gran parte dell’economia turistica abruzzese. Serve quindi una risposta compatta e, soprattutto, coordinata di tutta la comunità di queste aree. Dispiace che molti amministratori si accorgano solo ora di questo grande pericolo senza aver recepito le proposte giunte dalle associazioni, come quella di costituire una task-force a livello della Regione Abruzzo per contrastare la petrolizzazione recentemente rilanciata nella strategia energetica nazionale dal Ministro Passera, che individuava l’Abruzzo come distretto minerario per gli idrocarburi. Comunque meglio tardi che mai, serve un’azione congiunta per una campagna che durerà mesi se non anni».

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