Omicidio Strever: arrestato marocchino. Sarebbe lui l’assassinio dell’anziana

Svolta nelle indagini sulla morte, per soffocamento, di Michela Strever, 73 anni, trovata morta la mattina del 19 dicembre scorso, nella sua abitazione in via Villa de Nardis, dal fratello. La Procura della Repubblica di Vasto ha incriminato dell’assassinio un cittadino marocchino, Maataoui Hamid, 36 anni (nella foto a sinistra).  

Si è riusciti a risalire a lui perché in casa della vittima, su una agenda, è stato trovato un numero di telefono e delle iniziali. Il marocchino aveva svolto dei lavori per conto della Strever, che s’era appuntata il numero di cellulare. Inoltre,  attraverso l’esame, eseguito dai Ris di Roma, si è isolato il Dna su alcuni fazzolletti di carta introdotti nel cavo orale dell’anziana e alcune impronte lasciate nell’appartamento dall’uomo.

Il 20 dicembre scorso Hamid aveva lasciato Vasto e si era trasferito a Barletta. In Puglia però, è stato raggiunto ieri dai carabinieri di Vasto, che non hanno mai mollato nessuna pista per assicurare alla giustizia l’autore di questo efferato assassinio. 

All’uomo è stato prelevato un tampone di saliva e nel giro di poche ore gli esami hanno dato la compatibilità tra le tracce trovate in via Villa de Nardis. Hamid, però, messo alle strette, già prima del responso dell’esame del Dna, ne corso dell’interrogatorio al quale è stato sottoposto, aveva già confessato.

“Non avremmo convocato questa conferenza stampa, che rappresenta un’eccezione per questo ufficio – ha tenuto a precisare il procuratore capo della procura di Vasto, Francesco Prete – perché assicurato alla giustizia il responsabile di un fatto di sangue che ha colpito l’opinione pubblica. Vasto, nel 2012 ha avuto quattro omicidi: due dei presunti autori sono stati individuati, ora, grazie al lavoro svolto dai carabinieri locali, siamo riusciti a dare un volto anche a quest’altro caso”. 

Ma il caso è tutt’altro che chiuso. Il fascicolo resta aperto e al momento, oltre al marocchino risulta ancora indagato il fratello della vittima. 

“Il procedimento indica due persone iscritte nel registro degli indagati – ha detto in conferenza stampa il sostituto procuratore della Repubblica Giancarlo Ciani, che ha coordinato le indagini-:  per ora le contestazioni di omicidio e rapina aggravati non è stata allargata all’ipotesi di un eventuale concorso”.

Ma c’è anche l’aspetto del movente che dovrà essere chiarito: dalla casa della donna furono portati via appena 60 euro, una cifra irrisoria per un un assassinio così violento. C’è in sospetto che vi sia ben altro che dovrà emergere dall’indagine. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *