Ombrina Mare2, il mistero delle lettere e dei silenzi

Nel caso “Ombrina Mare” spunta una nuova lettera inviata a novembre 2012 dal Ministero ai Comuni abruzzesi e per conoscenza alla Regione. «E’ interessante notare – scrive in una nota il Wwf Abruzzo – che il Ministero a questa nota di novembre ha allegato anche la lettera inviata alla Regione Abruzzo a luglio e che negli uffici  regionali non sarebbe mai arrivata».

La nuova lettera risulta inviata alla Provincia di Chieti, ai Comuni di Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto e, per conoscenza, anche alla Regione, Direzione Parchi e Territorio, Ufficio V.I.A. presieduta dal direttore Antonio Sorgi. Al Wwf risulta che almeno agli enti locali la lettera sia regolarmente arrivata, visto che poi alcuni di questi hanno presentato formale opposizione. Il Wwf, anche nella prospettiva dei prossimi appuntamenti riguardanti Ombrina e in vista del ricorso al Tar, che anche la Regione ha annunciato di voler sostenere, ritiene che deve essere fatta chiarezza anche su questa seconda nota e, in generale, sulle procedure interne della Regione relative al rilascio di pareri concernenti la materia di ricerca e sfruttamento in mare degli idrocarburi. Si ricorda, infatti, che la Regione non risulta nel recente passato aver rilasciato il proprio parere anche per le due concessioni per la ricerca di idrocarburi in mare della Petroceltic.

In ogni caso si ricorda che, a parte le missive sopra richiamate, il Wwf e altre associazioni e movimenti lanciarono già ad agosto 2012 e poi a dicembre 2012 un allarme sulla riattivazione del procedimento di approvazione di Ombrina con un appello alle istituzioni, compresa la Regione, per un loro intervento. E’ evidente che la problematica è stata sottovalutata e che bisogna moltiplicare gli sforzi per affrontare con rigore e puntualità tutte le questioni connesse alla deriva petrolifera in atto promossa dal Ministero delle Attività Produttive. Il Wwf precisa, infine, che la Strategia Energetica Nazionale, che vorrebbe trasformare l’Abruzzo in terra di conquista per i petrolieri, è attualmente una mera proposta adottata dal Consiglio dei Ministri che non ha alcun valore vincolante in quanto non approvata in forma definitiva.

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