Detenuto suicida nel carcere di Pescara. Polemiche su quello de L’Aquila

Un detenuto tunisino si è suicidato inalandosi il gas da una bomboletta da campeggio. Il suicidio è avvenuto la scorsa notte nel carcere di Pescara. Da quel che si è potuto ricostruire, l’uomo è andato in bagno e lì si è tolto la vita. Ad accorgersi dell’accaduto i compagni di cella che, questa mattina, si sono insospettiti dell’assenza dell’uomo e hanno dato l’allarme. Il detenuto già in passato aveva tentato di togliersi la vita tagliandosi le vene.

La situazione nelle carceri resta difficile, soprattutto sotto il profilo della sicurezza. Al fatto luttuoso avvenuto a Pescara, oggi fa notizia la polemica scoppiata sul carcere de L’Aquila. Ieri il SAPPE, il  sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria aveva denunciato “un pericoloso abbassamento della sicurezza nel carcere di L’Aquila” dove sono ristretti detenuti ad alta sicurezza ed in regime di 41 bis. Pronta la replica del Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Luigi Pagano, che ha smentito la situazione. “Senza entrare nel merito e tentando di intimidire il SAPPE con una vergognosa minaccia di denuncia penale – ha detto Donato Capece, segretario generale del SAPPE. Il sindacato non si fa intimidire da nessuno e ribadisce che la gestione Tamburino Pagano è la peggiore della storia dell’amministrazione penitenziaria. La coppia di dirigenti a capo dell’amministrazione penitenziaria con la scellerata intenzione di introdurre una vigilanza attenuata nelle carceri italiane scendendo a patti con i detenuti ha ottenuto il solo risultato di raggiungere il record di 22 evasioni nel 2012 (erano state 9 nel 2009). Con dirigenti del genere il SAPPE è molto preoccupato per la sicurezza degli istituti penitenziari ed in particolare per i detenuti in alta sicurezza e in regime di 41 bis”, prosegue. “Il dott. Pagano, invece di negare l’evidenza, giustifichi invece le decine di evasioni accadute anche in istituti ad alta sicurezza come Parma. I vertici del Dap spieghino all’opinione pubblica perché stanno praticamente smantellando i reparti specializzati della polizia penitenziaria come il Gruppo Operativo Mobile, L’Ufficio per la sicurezza e la Vigilanza e il Nucleo Investigativo Centrale. Il dott. Pagano, invece di negare l’evidenza, giustifichi  le traduzioni che ogni giorno vengono fatte al di sotto dei limiti minimi di sicurezza e ammetta pubblicamente che esistono elevati rischi per l’incolumità pubblica. E il SAPPE sarebbe colpevole di procurato allarme? O è giusto denunciare l’inadeguatezza di dirigenti che si occupano di un settore delicatissimo per l’ordine e la sicurezza pubblica ? Ed infine, il dott. Pagano si preoccupi di chiarire la sua posizione in alcune indagini in corso per le quali è stato anche ascoltato dalla Guardia di Finanza e, nel frattempo, si dimetta immediatamente dal proprio incarico. L’allarme sociale che paventa il vice capo del Dap, secondo il SAPPE, è quello che discende dalla scellerata amministrazione delle carceri ad opera sua e del suo capo Tamburino. Proprio per chiedere l’avvicendamento dei vertici dell’amministrazione penitenziaria il SAPPE manifesterà il prossimo 4 aprile davanti al Dap (ed è la quinta volta in un anno)”

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