Ombrina Mare2, il Ministero messo davanti al no della Regione

Un nuovo passaggio istruttorio, che terrà conto del parere negativo espresso dalla Regione Abruzzo sul progetto Ombrina mare è stato accolto dal Sottosegretario per lo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti nel corso dell’atteso incontro, voluto dal presidente della Giunta regionale abruzzese, Chiodi. A Roma erano presenti il vicesindaco di San Vito Chietino, Lorenzo Staniscia e l’assessore comunale al Turismo, Luigi Comini insieme ad alti dirigenti del Ministero dell’Ambiente.

De Vincenti, in stretto contatto con il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, infatti, ha accolto le istanze presentate da Chiodi ed ha assicurato che il Governo terrà conto del parere di netta contrarietà espresso dall’amministrazione regionale. 

La pressione sul Ministero però non si allenterà. 

Una nuova trasferta a Roma, stavolta in programma il 12 marzo prossimo, sarà effettuata da una delegazione della Provincia di Chieti guidata dal Presidente, Enrico Di Giuseppantonio, e dal Consigliere delegato alle questioni petrolifere, Franco Moroni. La delegazione incontrerà il Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente, a seguito della richiesta di accesso agli atti e di audizione avanzata dagli uffici dell’Ente, al quale il Ministero ha dato riscontro.

Intanto il Presidente Di Giuseppantonio detta i punti principali dell’azione della Provincia per contrastare il protetto di Ombrina Mare: “Abbiamo circa due mesi per elaborare un ricorso al Tar che sia efficace: per questo stiamo mettendo in piedi una task force operativa per coordinare questa iniziativa, per la quale chiederemo la collaborazione, oltre che degli amministratori, dei giuristi e delle associazioni ambientaliste del territorio. Questa mattina ho incontrato il Presidente regionale del WWF, Luciano Di Tizio, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione a seguito dell’incontro pubblico organizzato la scorsa settimana da Confcommercio, a Chieti, condividendo la necessità di delegare la Provincia di Chieti a coordinare il ricorso al Tar, che appunto stiamo preparando”.

“E’ infatti fondamentale – prosegue il Presidente Di Giuseppantonio – verificare con cura e meticolosità le procedure legali, qui si rischia seriamente di mettere a repentaglio un ecosistema invidiabile, oltre a tutti gli sforzi per valorizzare la nostra costa e per sviluppare un’industria turistica sostenibile e compatibile con il territorio”.    

“La nostra linea – concludono il Presidente Di Giuseppantonio e il Consigliere Moroni – non è mai stata caratterizzata da considerazioni affrettate, siamo intervenuti puntualmente manifestando apertamente la contrarietà alle carenze progettuali con le dovute osservazioni, con la richiesta di accesso agli atti e in ogni altra occasione, partecipando attivamente a tutte le iniziative intraprese per contrastare il progetto”.

Il risultato ottenuto a Roma dal Governatore Chiodi è stato accolto con soddisfazione da Legambiente. Il rinvio alla Commissione VIA pone uno stop, momentaneo ma molto importante, all’iter procedurale che non consentirà, allo stato dell’arte, né la sottoscrizione del decreto interministeriale da parte dei ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, né la convocazione della conferenza dei servizi parte del Ministero dello Sviluppo Economico e la conseguente emanazione del decreto autorizzativo.

«Il parere di natura politica formulato dal Presidente Chiodi, oltre a confermare la chiara volontà degli abruzzesi, consentirà a tutti i portatori di interesse di evidenziare con migliore efficacia le criticità dell’opera che nella precedente valutazione non sembrerebbero aver trovato dovuta attenzione e adeguati approfondimenti. – dichiara Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – Nei fatti si tratta di un rinvio della questione alla Commissione VIA nazionale che il 25 gennaio scorso aveva espresso parere favorevole con prescrizioni al progetto».

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