Cassa integrazione alla Solvay di Bussi: lavoratori inferociti e preoccupati sul futuro occupazionale

Un’assemblea infuocata, con i lavoratori della Sovay di Bussi inferociti. E’ quanto è emerso dall’incontro di ieri per discutere sull’avvio, unilaterale da parte dell’azienda, della procedura di CIGS per cessazione attività dei reparti di chimica fine e silicati. Una decisione che ha provocato la reazione dei dipendenti, preoccupati della situazione e delle prospettive. A rafforzarle l’atteggiamento della Solvay, che non risponde alle aspettative per  la soluzione alla emergenza di quel territorio, e non affronta la necessità, più volte espressa dal sindacato, del risanamento sociale e ambientale.

In un documento firmato dalle RSU di fabbrica e  da Ronca, della FILCTEM-CGIL, Razzaia della FEMCA- CISL  e Cordesco della UILTEC- UIL PESCARA, viene ribadita “la volontà della Solvay di abbandonare il sito, senza preoccuparsi né della sicurezza di quegli impianti né della necessità della bonifica. La Solvay non è affatto impegnata, così come ha sempre affermato, alla ricerca di una soluzione alternativa di reindustrializzazione. Si chiede, quindi, all’azienda il ritiro immediato della procedura e per ottenere questo l’assemblea dei lavoratori ha approvato alla unanimità le seguenti iniziative di lotta: la dichiarazione di un pacchetto di 20 ore di sciopero che verranno effettuate, a partire dalla settimana prossima, in concomitanza delle iniziative che, di volta in volta decideranno le segreterie territoriali unitamente alla RSU; la richiesta urgente di convocare le parti all’Assessorato Regionale alle Attività produttive entro e non oltre la settimana prossima, data entro la quale verrà effettuata la prima manifestazione dei lavoratori alla quale ha già dato l’adesione l’Amministrazione Comunale di Bussi sul Tirino. L’assemblea ha ribadito con forza che non sarà consentito a chi ha prodotto il più colossale inquinamento del territorio, producendo, per decenni prodotti inquinanti per l’ambiente, gli uomini e le donne, ma enormi profitti per se stessa, di poter sfuggire alle proprie responsabilità senza colpo ferire, abbandonando il territorio devastato dal punto di vista sociale e ambientale. L’assemblea chiede a tutte le Istituzioni di sostenere le iniziative dei lavoratori e fa appello, in particolare alla Regione Abruzzo, alla tempestività nella convocazione delle parti”.

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