Il FAI: “Fronte comune in difesa della Costa dei Trabocchi”

Il presidente del Fondo Ambiente Italiano della sezione Abruzzo e Molise Massimo, Luca Dazio, aveva paventato le minacce che incombevano sulla Costa dei Trabocchi. Basta rileggere una intervista pubblicata sul Corriere della Sera del giugno 2010 per averne la conferma. Dichiarazioni nelle quali Dazio avvertiva dell’importanza e l’appeal di una zona colma di risorse come quella della costa abruzzese: “un esempio virtuoso è rappresentato dai binari dismessi lungo il tratto della costa, su cui esiste la possibilità di creare una pista pedo-ciclo-equestre dove formare centri di ristoro, o i vecchi vagoni in disuso per valorizzare questo tratto paesaggistico storicamente importante perchè legato ai ricordi di D’Annunzio”. Ma avvertiva anche  “di mantenere una vigilanza estrema di tutela riguardo alle ricadute sulla salute per l’esposizione all’idrogeno solforato, sulla distruzione della fiorente economia agricola e sugli effetti negativi sul turismo, espressa dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, nei confronti della tutela e sviluppo di questo tratto della costa, (progetto che ha avuto un riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali), l’allora Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, fissò in una norma il limite minimo di dodici chilometri come distanza di sicurezza dall’aerea protetta e non dalla costa, che evidenzia la grande differenza: mentre costruire a cinque miglia dall’aerea interessata significa spingersi ben oltre la zona prestigiosa da salvaguardare, operare a dodici chilometri dalla costa vorrebbe dire danneggiare e macchiare il cuore di un’oasi naturale”.

E oggi? “La situazione è alimentata da un clima confuso e preoccupante nel quale qualcuno può trovare terreno fertile per aggredire il nostro patrimonio – dice adesso un preoccupato presidente del FAI –, occorre invece non abbassare la guardia e fare un fronte maggiormente comune tra tutte le organizzazioni e le istituzioni realmente impegnate nella soluzione di questa problematica, non solo organizzando manifestazioni pubbliche ma anche cercando interlocutori sensibili, come sindaci, Camere di Commercio, Provincia e supportando il Presidente della Regione Gianni Chiodi che sembra convinto della bontà di questa nostra battaglia”.

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