Pupillo: “Altro che potenziamento dei territori. Da Regione e Zavattaro solo azioni di depotenziamento”

“Quanto accade, avviene per la mancanza di un progetto strategico che potenzi il territorio. Quello che avviene, invece, è il depotenziamento degli ospedali e Lanciano ovviamente è nelle prime posizioni, mentre rimangono fermi i progetti per la  costruzione dei nuovi cinque ospedali da sempre sbandierati e mai avviati. La strategia della Regione è quella da sempre sbandierata di potenziare il territorio. E’ questa la risposta?”

L’interrogativo lo lancia, Mario Pupillo che, prima d’essere sindaco, è stato medico al Renzetti di Lanciano, ricoprendo il ruolo di direttore del  Centro Diabetoligico. Dunque, persona particolarmente informata sui fatti e il suo intervento giunge non a caso ma su una questione che, nel capoluogo frentano, in questi giorni, tiene banco: la sospensione, improvvisa, dell’assistenza domiciliare integrata a tanti pazienti del locale distretto sanitario.

Per Pupillo un’occasione “che mette a nudo la politica fallimentare sanitaria del governo Chiodi e del direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Zavattaro. Dopo l’avvicendamento dei responsabili sanitari, quel che è successo mostra le contraddizioni e l’inconsistenza della politica sanitaria regionale. Tanti pazienti sono stati privati dell’Assistenza sanitaria domiciliare in virtù di scelte in cui non posso e non voglio dare un giudizio non avendone competenza e conoscenza – ammette il primo cittadino -. La cosa grave è che improvvisamente prestazioni sanitarie a pazienti gravi e bisognevoli non hanno avuto alcuna alternativa assistenziale. Questo perché le strutture convenzionate del territorio hanno un tetto di prestazione da cui non possono derogare. Risultato è che  improvvisamente i pazienti e le famiglie sono privati di assistenza. Le strutture convenzionate del nostro territorio, nel frattempo saranno chiamate a ristipulare i contratti regionali ed allora potranno ottenere budget più generosi (?!); fino ad allora, però, le liste di attesa si allungano e i pazienti che si sono visti sospendere la terapia, che assistenza avranno?  Chi si assume la responsabilità di tale precipitosa scelta di  sospendere l’assistenza domiciliare? Le ultime notizie dicono che ci vorranno tre mesi di tempo per ripristinare la normalità. E i pazienti cosa faranno? Saranno abbandonati a loro stessi, oppure dovranno sperare nella “lotteria” di qualche disponibilità nelle strutture convenzionate per qualche assenza o defezione di qualche paziente. Perchè la Regione non ha riconvertito i posti letto di riabilitazione residenziale (in eccesso), specie di alta intensiva, con posti di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare? Intanto la risposta  sul territorio è insufficiente a soddisfare le necessità di forme di patologie in aumento. E’ giusto che le prestazioni siano appropriate e la nota 13990 del Sub commissario Baraldi, il 5 agosto 2010, invitava i direttori generali al rispetto dei setting assistenziali e che i pazienti in forme residenziali (e quindi anche ADI) inappropriate dovevano essere opportunamente ricollocati, secondo i LEA in alte tipologie di assistenza. Perché non si applicata la nota, ovvero perché  non si è organizzata una risposta adeguata? Sono passati, faccio notare, oltre due anni è nulla è stato fatto. Si è solo proceduto con diverse proroghe, l’ultima delle quali scade il 31 marzo. Allora se non si è nella possibilità di rispondere alle necessità dei pazienti si proroghi ulteriormente l’applicazione della nota. Stiamo parlando di pazienti con SLA, con gravi patologie degenerative e non di medicina estetica. Intanto la nostra ASL non ha ancora un direttore amministrativo e un direttore sanitario. Evidentemente il direttore Generale può fare da solo. Allora si assuma le sue responsabilità e dia finalmente una risposta ai cittadini di questo territorio. Questa volta non si tratta di ospedali, nei quali, scrisse che non si sarebbe mai fatto curare; oggi siamo entrati nelle case dei pazienti, nelle famiglie, in cui si vive un’esperienza di grande sofferenza ed è obbligatorio prestare le cure necessarie”.

Pupillo ha reso noto infine che domani invierà una richiesta ufficiale di normalizzare la situazione. Al più presto.

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