Ezio Stati: “Da tre anni aspetto l’occasione di dimostrare la mia innocenza”

Il vecchio leone marsicano torna a ruggire. Dopo tre anni e qualche giorno dopo il quarto anniversario del catastrofico terremoto a L’Aquila, Ezio Stati ha fatto sentire di nuovo la sua voce in una conferenza stampa, di quasi un’ora in uno dei saloni dell’hotel Dragonara. L’incontro con i giornalisti l’ha voluto tenere a pochi chilometri da Pescara, nell’area abruzzese dove c’è la più alta concentrazione di media con il preciso scopo di dare maggior risalto alle sue dichiarazioni. Tante, supportate da documenti, con l’aggiunta di qualche teorema che, in questi anni, l’ex assessore ha avuto modo di disegnare nella sua mente. Vuol essere sentito, finanche processato, lo desidera soprattutto per ritrovare serenità per se stesso e per la sua famiglia. Lo ammette apertamente e spiega anche la ragione: “Non mi va e non ci va di passare per quelli che hanno lucrato sul sisma de L’Aquila. Non abbiamo preso un centesimo nell’inchiesta giudiziaria che ci ha travolti”. 

Seduto al suo fianco, uno dei difensori, l’avvocato Alfredo Iacone. C’è anche sua figlia Daniela, consigliere regionale ed ex assessore alla Protezione Civile, rifiuti e Ambiente, ma prende posto in sala. “Ho cercato in ogni modo di farmi ascoltare, di essere messo a confronto con chi aveva raccolto le informazioni che si sono tramutate successivamente prove contro di me, tanto da portare la magistratura ad emettere nei miei confronti quell’ordinanza di custodia cautelare eseguita nell’agosto del 2010. Nulla di nulla. L’unico interrogatorio al quale sono stato sottoposto è stato quello di convalida dell’arresto. Poi più niente. Come, tanta fretta per limitare la mia libertà, colpirmi, farmi passare per ‘assessore di fatto’ che guidava le scelte di mia figlia, con la mia famiglia messa a soqquadro e più nulla, silenzio. Strano, davvero molto strano”.

L’inchiesta, che s’intreccia con altre portata avanti da altre procure italiane, tanto per ricordare, era quella inerente la realizzazione di un termovalorizzatore in Abruzzo. La polizia giudiziaria di Pescara ci lavorava dal 2008, e teneva sotto controllo alcune utenze telefoniche. Dalle intercettazioni, trasmesse poi a L’Aquila per competenza, la Procura della Repubblica del capoluogo, a capo della quale allora vi era Alfredo Rossini, sarebbero state rilevate delle attività illecite grazie alle quali, secondo il magistrato aquilano, “ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009″. In particolare si sostenne si cercò di far avere commesse nell’ambito della ricostruzione ad una società partecipata dalla Regione, l’Abruzzo Engineering. Furono emessi quindi una serie di misure cautelari personali a carico di cinque persone, tra cui l’assessore regionale alla Protezione Civile e all’Ambiente, Daniela Stati, il padre, Ezio, il compagno della Stati, Marco Buzzelli, l’ex deputato di Fi, Vincenzo Angeloni, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e amministratore delegato di Selex service management, società di Finmeccanica. Stati, padre, avrebbe ‘condizionato’ la figlia, rivestendo ruoli che l’interessato ha smentito categoricamente. “Non ne ha bisogno, è una tosta e lo ha dimostrato – dice -. Gli atti trasmessi da Pescara a L’Aquila non furono mai approfonditi. Non si cercò di indagare come si sarebbe dovuto – ha spiegato oggi Stati -. E’ vero, mia figlia Daniela fece in modo che Abruzzo Engineering fosse inserito nella lista delle società che avrebbero potuto avere un ruolo nel post terremoto, ma lo fece su sollecitazione dei sindacati, dei dirigenti regionali. La partecipata era in difficoltà, mi pare legittimo. Se fossero vere le telefonate e di conseguenza i teoremi accusatori, anche Chiodi avrebbe dovuto essere in affari con me. Ma da questo alla corruzione… Gli inquirenti, però, ci hanno visto un tentativo di dare commesse a Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica, tra i soci di Abruzzo Engineering, il cui amministratore è Sabatino Stornelli, indagato dalla procura di Napoli, ed ex presidente della società Valle del Giovenco, che tra i suoi dirigenti aveva Vincenzo Angeloni. Insomma, una società che, secondo, i magistrati sarebbe stata messa in piedi per fare da schermo ad attività illecite”.

C’è la cena del 15 dicembre del 2009 del club, occasione per gli auguri di Natale, che finisce nel mirino degli inquirenti, diventa una prova. Uno dei 52 televisori regalati in quella occasione finisce a casa di Daniela Stati. Poi si aggiunge una intercettazione telefonica della polizia pescarese nella quale Ezio Stati fa i complimenti a Stornelli per essersi aggiudicato ‘un appalto’. Si ritiene che si parli della firma di un contratto tra Abruzzo Engineering e Selex per l’affidamento dei lavori di ricostruzione, invece, come spiega l’ex assessore regionale Dc, poi confluito a Forza Italia “riguardavano  un contratto, per 75 milioni di euro, con il ministero dell’Ambiente. Avrei voluto chiarire queste e altre cose, ma non mi è stato possibile. A giugno 2012 gli atti vengono trasmessi alla procura di Avezzano per competenza (il televisore donato, ndr), allora, attraverso i miei legali abbiamo chiesto d’essere sentito. L’appuntamento era per il 20 dicembre scorso. E’ slittato e quando m’aspettavo che fosse riconvocato dopo le elezioni politiche, ecco che arriva la decisione della procura, che ha disposto il rinvio a giudizio”. Udienza preliminare che, probabilmente si terrà a fine dicembre. 

Nel frattempo, come ha promesso, il leone marsicano continuerà a ruggire.

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