Arrestato dalla Squadra Mobile di Pescara boss del quartiere Fontanelle

In meno di un anno, la polizia, in Via Caduti per Servizio ha fatto piazza pulita dei peggiori criminali: ad aprile 2012, è arrestato Massimiliano Cerasoli (42 anni), autore, tra l’altro, di gravi minacce contro un altro attivista dell’Associazione “Insieme per Fontanelle”, Nello Raspa. Ancora oggi Cerasoli è costretto a firmare in Questura tre volte a settimana. A maggio tocca ai terribili gemelli Ciarelli, Antonio e Angelo (23 anni), arrestati per l’omicidio Rigante e tuttora in galera. Il luglio successivo è la volta di Mirko Galdo, cognato di Junior e pericoloso pluripregiudicato, che deve scontare una condanna a più di quattro anni. In queste ore è finito in manette Junior Insolia, 25 anni, considerato un boss della zona. L’ultimo, si spera. La Squadra Mobile, diretta dal dirigente della Mobile Pierfrancesco Muriana, lo ha infatti arrestato perché Junior (il padre lo ha chiamato così in onore dell’indimenticato giocatore brasiliano che ha vestito la maglia del Pescara) dovrà scontare un consistente residuo dei quattro anni di reclusione a cui era stato condannato per quella storia.

Era il 2 settembre del 2008 quando Insolia, all’epoca ventunenne, ma già con una inquietante carriera criminale alle spalle, esplose, insieme ad un complice, due colpi di pistola contro la vetrina di una lavanderia nel quartiere Portanuova di Pescara, i cui proprietari, poco prima, avevano “osato” interromperlo mentre pestava la sua fidanzata per un banale litigio.

“Adesso torno e vi faccio vedere”, li aveva minacciati allontanandosi. E da autentico boss in erba aveva mantenuto la sua promessa.

Nonostante l’età, il suo curriculum è ben fornito. Nato e cresciuto nel rione di “Fontanelle” insieme a numerosi fratelli, come lui quasi tutti pregiudicati, a sedici anni Junior inizia la sua carriera criminale con piccoli furti e la rapina di un portafoglio ai danni di un coetaneo. Il salto di qualità arriva proprio con l’assalto alla lavanderia; è li che si capisce che il giovane bullo di periferia ha fatto strada anche perché, nel frattempo, ha avuto modo di stringere legami con le famiglie rom dei Ciarelli e degli Spinelli, ma anche con esponenti del mondo ultras del Pescara. E infatti viene indagato un paio di volte anche per reati collegati al mondo della droga, tanto da guadagnarsi, nel giro di pochi anni, lo “status” di sorvegliato speciale.

Violento, irascibile e prepotente: è questo il ritratto che ne fa chi lo conosce. Come le due attiviste dell’Associazione “Insieme per Fontanelle” a cui capita la sventura di abitare nello stesso suo palazzo di Via Caduti per Servizio e che, un giorno della scorsa estate, decidono di gridare ai giornali tutta la loro rabbia dopo anni di soprusi, per poi dirigersi in Questura a raccontare tutto. E’ così che Junior (insieme alla sorella più grande e ad un fratello ancora minorenne) rimedia l’ennesima denuncia, questa volta per stalking, aggravato dalla circostanza che una delle due vittime è disabile in quanto costretta su una sedia a rotelle.

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