Ombrina Mare2: per la Provincia di Chieti l’unica industria possibile lungo la Costa dei Trabocchi è il turismo

Tre le strade individuate per scongiurare che il progetto di coltivazione di petrolio Ombrina Mare vada avanti. Una conferenza di servizi, la modifica della legge in Parlamento e infine il ricorso al Tar.

E’ la linea che il presidente della Provincia di Chieti ha in mente di seguire dopo l’incontro che si è svolto questa mattina a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, tra Di Giuseppantonio, il Consigliere delegato alle questioni petrolifere, Franco Moroni, e il Direttore Generale per le valutazioni ambientali, Mariano Grillo, assieme ad altri tecnici e funzionari ministeriali.

“Abbiamo confermato tutte le perplessità sull’ipotesi di insediamento della piattaforma Ombrina Mare – sottolineano Di Giuseppantonio e Moroni – e la forte contrarietà al progetto da parte di tutta la comunità provinciale per via dell’elevato grado di rischio. Nel corso dell’incontro abbiamo inoltre espresso tutta la nostra preoccupazione per il progetto poiché l’impatto sarebbe davvero dannoso sia sotto il profilo ambientale che per quanto riguarda i programmi di sviluppo sostenibile sui quali stiamo lavorando da anni con i principali attori istituzionali del territorio provinciale”.

Nel corso dell’incontro, che si è tenuto a seguito della richiesta di accesso agli atti e di audizione avanzata dalla Provincia di Chieti, è stato consegnato un dossier tecnico sulle criticità del progetto, già inviato precedentemente, dal quale si evincono chiaramente la potenziale dannosità dell’insediamento per l’economia turistica e le criticità paesaggistiche e ambientali.

“A questo punto sono tre le strade percorribili – proseguono il Presidente Di Giuseppantonio e il Consigliere Moroni – La prima è  una conferenza di servizi alla quale, quando sarà convocata dal Ministero per lo Sviluppo Economico prima del rilascio della concessione definitiva, potremo finalmente partecipare come Provincia: alle altre sedi, come ad esempio il comitato Via, era ammessa solo la Regione. La seconda strada è la modifica della legge in Parlamento: in questo caso saranno i Parlamentari abruzzesi ad impegnarsi. C’è poi il ricorso al Tar, che si potrà presentare solo a seguito del Decreto interministeriale firmato dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, che ci siamo impegnati a coordinare come capofila al fianco delle altre istituzioni, delle associazioni e dei cittadini che vogliono condividere questa battaglia. In questa fase delicata è fondamentale presentarci tutti uniti e non dividere il fronte del no – conclude il Presidente Di Giuseppantonio – istituzioni, associazioni e cittadini devono essere compatti per trovare tutti gli strumenti giuridici necessari per scongiurare l’insediamento”.

La trasferta romana prosegue per il Presidente Di Giuseppantonio e il Consigliere Moroni, in quanto è previsto per la giornata di domani alle 10,30 un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico sempre sulla questione Ombrina Mare. Sono stati invitati dal Direttore Generale per le risorse minerarie ed energetiche, Franco Terlizzese, anche il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, e i Sindaci di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, San Vito Chietino, Rocco Catenaro, Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, e Fossacesia, Fausto Stante.

Sul presidente Di Giuseppantonio piove la critica del gruppo del P.D. in Provincia di Chieti. Il partito di minoranza sulla vicenda Ombrina Mare2 aveva sollecitato una riunione straordinaria del Consiglio. Richiesta che non è stata accolta ed il punto, corredato da un puntuale ed articolato ordine del giorno, è stato inserito in uno di quelli posti in discussione il prossimo 28 Marzo. 

“Fa specie l’attivismo messo in atto dal presidente di Di Giuseppantonio che dovrebbe comprendere il fatto che, queste posizioni, più sono partecipate e condivise e meglio raggiungono lo scopo desiderato. Di questi tempi, uomini soli al comando, non vanno lontano”.

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