Ombrina Mare2, l’Abruzzo trova il sostegno delle altre Regioni italiane per la difesa della Costa dei Trabochi

La partita contro Ombrina Mare si è giocata oggi sul tavolo della Conferenza delle Regioni, riunitasi su richiesta del governatore Gianni Chiodi. E la mossa decisa potrebbe davvero mettere in discussione il progetto della inglese Mediterranean Oil and Gasper che il 15 gennaio scorso ha incassato il  parere favorevole Commissione Via e Vas. Pareri con i quali il governo Monti ha così dato via libera alla costruzione di una piattaforma per estrazione di petrolio con annessa nave FPSO per lo stoccaggio, a 17 km di gasdotto a 6,5 km dalla Costa dei Trabocchi, di fronte al litorale fra Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino di Sangro. 

In sostanza i presidenti delle Regioni chiederanno un incontro al Governo per affrontare il tema delle distanze minime per le trivellazioni off shore. “Si tratta di riuscire a rimuovere il limite delle 6 miglia inserito nel Decreto Sviluppo entro il quale è possibile fare interventi del tipo di Ombrina mare e reinserire invece la delimitazione contenuta nella precedente normativa Prestigiacomo che spostava a 12 miglia questo genere di interventi – ha spiegato il presidente della Regione Abruzzo, Chiodi. Nasce da questa iniziativa la concreta speranza che la Mediterranean Oil and Gasper riveda le sue intenzioni. 

Dunque, la Conferenza delle Regioni ha accolto le richieste della abruzzesi di investire il Governo sulla modifica dell’articolo 35 del Decreto Sviluppo che abroga parte del decreto legislativo 128 del 2010. La materia verrà trattata dalla commissione Energia della Conferenza che stilerà un documento politico che a sua volta passera’ all’esame dei presidenti di Regione, per la definitiva richiesta di confronto con il Governo. 

“Si tratta di una posizione forte dei presidenti di Regione – ha aggiunto Chiodi al termine della riunione – che certifica quanto sia sentito il problema delle trivellazioni in mare e quanto si debba intervenire per correggere le anomalie dell’art. 35”.

Il presidente Gianni Chiodi ha poi sottolineato il dato che emerso nella riunione odierna dei Presidenti di Regione: “La condivisione da parte della Conferenza delle Regioni della nostra posizione di rimuovere quel vulnus che è stato creato con il Decreto Sviluppo in materia di trivelle off-shore mi sembra un passaggio politico rilevante”. 

Lo spostamento sul tavolo nazionale delle Regioni della questione Ombrina mare, sulla quale Chiodi ha confermato “la netta contrarietà della Regione Abruzzo”, ha fornito ad altre regioni, Basilicata e Calabria, l’occasione per illustrare esperienze simili sulle acque prospicenti i propri territori e facendo emergere dunque che quella abruzzese non è l’unica “vertenza trivelle” in atto. “Credo – ha aggiunto Chiodi – che si siano messe in atto delle ottime iniziative politiche che porteranno sicuramente a dei risultati. Dobbiamo anche comprendere che la competenza sull’off-shore e’ esclusivamente nazionale, ma stiamo svolgendo tutte quelle azioni di natura politica e di proposta legislativa al Parlamento per cercare di contemperare i diversi interessi che esistono tra le Regioni e i governi centrali. Sul territorio, invece, dove abbiamo qualche competenza, abbiamo fatto una legge che da una parte ha evitato l’esame della Corte Costituzionale e dall’altro ha messo in sicurezza e garantito l’integrati del territorio stesso. Sono convinto che stiamo facendo un ottimo lavoro e se c’é bisogno di fare un ricorso giurisdizionale, lo faremo”.

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