Ombrina Mare2, è scontro di cifre tra Confindustria e Confesercenti

Dal no unanime dell’amministrazione comunale di Vasto, che va ad aggiungersi a quelli espressi nei giorni scorsi dai Comuni di San Vito Chietino e Fossacesia, all’accesso agli atti su Ombrina Mare ottenuto da Legambiente, per finire con i dati della Confesercenti sull’impatto attuale che terziario sostenibile,  turismo e commercio producono oggi nei due parchi costieri già istituiti o in fase di istituzione in Abruzzo, ovvero il Cerrano e la Costa dei Trabocchi.

La battaglia contro l’installazione a largo della Costa dei Trabocchi della piattaforma che la Medoilgas ha intenzione di aprire a 6 miglia dal tratto più bello del litorale abruzzese va avanti con prese d’atto e cifre. Partiamo da queste ultime. Ieri, le aziende abruzzesi del settore Idrocarburi, 50 circa, avevano tenuto una riunione a Confindustria Abruzzo e in quella occasione avevano fatto il punto sulla situazione relativa agli insediamenti industriali. Un’occasione per presentare uno studio redatto dal Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia dell’Università degli studi de L’Aquila dal quale emerge che il settore rappresenta quasi 5000 lavoratori, con una presenza sul nostro territorio di circa 750 aziende – 15 con titolo minerario, 50 dell’indotto diretto e circa 700 di quello indiretto –  e le principali aziende coinvolte in modo diretto nella produzione, che garantiscono salari per 73 milioni di euro l’anno (23 per le imprese con titolo minerario, circa 50 milioni l’anno per tutte le altre).

A quei numeri, oggi ne sono arrivati altri, relativi invece all’industria turistica, elaborati dal centro studi di Confesercenti Abruzzo, sull’impatto attuale che terziario sostenibile,  turismo e commercio producono al momento nei due parchi costieri già istituiti o in fase di istituzione in Abruzzo, il Cerrano e la Costa dei Trabocchi.

Si tratta di un’azienda con più di 4 mila lavoratori e almeno 14 mila nell’indotto. Secondo questi dati ad oggi sono operative 1.635 aziende turistiche nell’area immediatamente adiacente al futuro Parco della Costa dei Trabocchi, per un totale di 2.869 addetti, ed altri 1.291 addetti che operano nelle 407 attività turistiche censite nel Parco del Cerrano. Complessivamente l’indotto attuale di turismo e servizi nelle due aree dà lavoro a 12.138 addetti sulla costa teatina ed a 1.967 nel Cerrano. Cifre alle quali si aggiunge  l’agricoltura, altra voce importante per entrambi i comprensori: le aziende sono 12.957 nell’area del futuro Parco dei Trabocchi e 730 nel Cerrano.

“Il vero petrolio d’Abruzzo è questo – sottolinea Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti e presidente di Ecotur, la borsa internazionale del turismo natura che fra meno di un mese, il 12 aprile, aprirà i battenti proprio a ridosso del futuro Parco, a Chieti scalo  – qui ci sono migliaia di piccoli imprenditori che hanno investito nel turismo e nel terziario sostenibile, nell’agricoltura di qualità e nella filiera dell’agroalimentare nel suo complesso. Parliamo delle uniche voci che mantengono ritmi positivi e margini di crescita. Proprio oggi abbiamo saputo che l’export abruzzese è in brusco calo mentre crescono solo i prodotti agricoli. E le stime sul turismo natura nel 2012 parlano di un volume d’affari, in tutto il mondo, superiore ai 470 miliardi di dollari. Impedire all’Abruzzo di entrare con più convinzione in questi filoni per affidarsi, con mezzo secolo di ritardo, alla caccia al petrolio vorrebbe dire restare ancora una volta fuori tenere fuori la nostra regione dalla  modernità. Noi – annuncia il direttore di Confesercenti – assieme alle altre associazioni d’impresa, i movimenti, le associazioni di cittadini, continueremo la battaglia perché sia rispettata la vocazione di questi territori a diventare vere e proprie miniere d’oro del futuro”.

E stando a quest’ultima affermazione di Giammarino, si stima che la crescita del turismo natura nel mondo per il 2012 un giro d’affari 473 miliardi di dollari, il 25 per cento del totale (Stima Travel Weekly), con una spesa media giornaliera del turista natura di € 64,3.

E veniamo a Legambiente. I rappresentanti dell’associazione hanno incontrato il Ministero dello Sviluppo Economico e ha chiesto, e ottenuto, dal Ministero dell’Ambiente l’accesso agli atti su Ombrina mare. I documenti esminati dimostrano come il procedimento amministrativo volto al rilascio del decreto VIA e, più in generale, al permesso di ricerca di coltivazione, siano profondamente viziati in termini sia di forma sia di sostanza.

Alla luce dei divieti introdotti dal “decreto Prestigiacomo”, il Ministero dell’Ambiente avrebbe dovuto, in questo come in altri casi nazionali, chiudere tutti i procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore. Averli considerati, invece, come sospesi, ha vanificato lo scopo che si sarebbe voluto raggiungere con il decreto legge e prova come il Ministero dell’Ambiente sia stato particolarmente “sensibile” ai desiderata delle compagnie petrolifere.

“Questa conclusione è rafforzata dal parere che il Consiglio di Stato ha rilasciato a gennaio 2012, con il quale è stato chiarito inequivocabilmente il significato da attribuire ad alcune disposizioni contenute nel decreto Prestigiacomo – spiega Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – come, ad esempio, cosa debba intendersi per “aree marine e costiere protette”, per “titoli abilitativi” o per “provvedimenti di proroga” dei titoli rilasciati. A tal proposito, risulta singolare anche l’atteggiamento del Governo Monti, e in particolare del Ministro Passera, che, a soli quindici giorni dal parere del Consiglio di Stato che nei fatti poneva fine alla questione Ombrina Mare, ha ritenuto di modificare il decreto Prestigiacomo e le disposizioni in campo ambientale, sanando e riaprendo la procedura della Medoilgas senza dar seguito pienamente a quanto richiesto da Consiglio. Tutto questo potrebbe inficiare non solo la vicenda Ombrina mare, ma gran parte dei procedimenti riavviati nel 2012”.

Il Partito Democratico abruzzese, nel frattempo, ha chiesto ai nostri parlamentari di presentare una proposta di legge per modificare il decreto sviluppo che ha determinato la ripresa della procedura autorizzatoria di Ombrina Mare 2, e di intervenire presso il governo per bloccare l’iter di questa e di altre autorizzazioni a perforare la costa abruzzese. La scelta dell’economia verde, della sostenibilità, del turismo e dell’agroalimentare di qualità è per noi irrinunciabile.

“Abbiamo espresso questa posizione in maniera partecipata e democratica, discutendone nella riunione di ieri della direzione regionale – ha spiegato il segretario regionale Silvio Paolucci – e abbiamo ribadito la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di petrolizzazione della costa abruzzese, così come hanno anticipato i nostri consiglieri regionali nei giorni scorsi. Non è una scelta di integralismo ecologista, ma una posizione ragionevole che punta a dare una svolta all’economia della nostra regione investendo con decisione e senza tentennamenti verso le energie rinnovabili, il turismo sostenibile, la bioedilizia, l’agroalimentare di qualità che resta fra le pochissime voci che migliorano le proprie performance nelle esportazioni. Gli idrocarburi e i petrolchimici, nel 2013, appartengono al passato. E sulla costa teatina – sottolinea ancora Paolucci – il futuro per noi si chiama Parco nazionale della Costa dei Trabocchi, ancora bloccato a causa della Regione: con il Parco vogliamo dare forza, risorse, energie e opportunità di marketing alla commercializzazione del turismo e dell’agroalimentare. L’Abruzzo deve percorrere con decisione le strade del cambiamento senza brusche inversioni di marcia: il PD si batterà in ogni luogo, così come ha fatto contro il Centro Oli, per aiutare gli abruzzesi a scegliere la strada della sostenibilità e del futuro».

Sabato 16 marzo 2013 ore 16,30, all Auditorium “Petruzzi” di  Pescara il Coordinamento nazionale NO Triv presenta ‘Energia, Ambiente, Democrazia’ tra proposte di modifica della Costituzione e approvazione della nuova strategia energetica nazionale. Interverranno Enzo Di Salvatore, Università degli Studi di Teramo e gli aderenti al Coordinamento nazionale No Triv: Enrico Gagliano (Abruzzo); Giuseppe Macellaro (Basilicata); Giovanna Bellizzi (Puglia-Basilicata-Calabria); Vincenzo Nitti (Campania); Ezio Corradi (Lombardia); Fabrizia Arduini (Abruzzo); Maurizio Acerbo (Consigliere regionale PRC – Abruzzo); Emanuele Mancinelli (Movimento arancione – Abruzzo). Aderiscono all’evento: Alternativa Ribelle, Abruzzo 3.0, Espressione Libre, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, OfficinArt, Officine Indipendenti, Factory Mashup, Caffè d’Abruzzo con il sostegno del gruppo consiliare Rifondazione Comunista – Regione Abruzzo. Sarà inoltre allestita la mostra di arte postale NO AL PETROLIO IN ABRUZZO, a cura di Maura Di Giulio.

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