La figura di San Gabriele dell’Addolorata celebrata al teatro Fenaroli di Lanciano

Un mix di declamazioni poetiche, canti e balli ha caratterizzato l’interessante serata, svoltasi al teatro Fedele Fenaroli di Lanciano, che ha avuto un unico denominatore comune: la celebrazione della grande figura di San Gabriele dell’Addolorata, l’amato patrono d’Abruzzo e della gioventù cattolica italiana. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Lanciano, è iniziata con la presentazione del volume di poesie, intitolato “I poeti abruzzesi cantano San Gabriele, Artista e Taumaturgo, nel 150° del suo Sacro Transito (1862-2012)”, curato da padre Domenico Lanci con prefazione di Vito Moretti. Si tratta di una raccolta antologica di poesie di e su san Gabriele, acclamato da una sessantina di poeti abruzzesi in vernacolo, in lingua e persino in latino. Durante la serata, presentata da Carmine Di Donato, Antonio Fantini e padre Domenico Lanci hanno letto alcune composizioni tratte dal libro pubblicato da “San Gabriele Edizioni”.

Nel corso della rappresentazione si è esibita anche la corale “Voci della Campagna”, diretta dallo stesso padre Domenico Lanci, che ha proposto al pubblico canti dei Pellegrini di san Gabriele e canti della civiltà contadina in occasione del 150° del Sacro Transito di san Gabriele dell’Addolorata. Non sono mancati balletti folcloristici dei gruppi “Festa del Pellegrino”, guidati da Fernando e Paola. «Questo “omaggio” di poeti abruzzesi al giovane Santo di Isola del Gran Sasso – scrive nella prefazione Moretti –  è quanto di più calzante e significativo si potesse adunare. Si tratta di un’opera importante, in cui una nutrita pattuglia di uomini e donne, utilizzando sia la lingua italiana che la lingua dialettale (e in un caso anche il latino), esprime a san Gabriele non solo le lodi di ammirazione, i tributi di ringraziamento e i sentimenti di prossimità dettati dalla fede e dagli scandagli spiritualistici, ma anche le ansie, le angosce, le aridità, gli equivoci, le incertezze della nostra vita contemporanea, in bilico su drammi e afflizioni, su miserie e grettezze. Il centocinquantesimo anniversario del beato Transito di san Gabriele dà suggello, dunque, con quest’opera, alla devozione di una comunità che, pur chiamata a misurarsi con gli snodi e con i limiti della storia e del tempo, riesce ugualmente ad alimentare i propri sentimenti più fieri».

Insomma, una ragguardevole raccolta di autori abruzzesi destinata sicuramente a restare nel patrimonio culturale della nostra terra. 

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