Confindustria: “Ombrina non è una raffineria”. Ma WWF e Legambiente smentiscono

“Affermare che Ombrina sarà una raffineria galleggiante, affidandosi alle definizioni del termine ‘raffinazione’ che risultino più comode allo scopo, è un modo errato di fare informazione sul progetto contestato. Ombrina non è una raffineria galleggiante. Tra l’altro non ne esistono al mondo. Sarà un centro di pretrattamento oli”.

E’ la precisazione del vicepresidente di Confindustria Abruzzo, Paolo Primavera, che in un comunicato diffuso nel pomeriggio di oggi, interviene e puntualizzata, alquanto stizzito, dopo le polemiche divampate in queste ore, a terra, con WWF e Legambiente. Già, perché le fiamme s’erano levate dopo le affermazioni dello stesso Primavera riguarda il progetto petrolifero della Medoil a 6 miglia dalla Costa dei Trabocchi. Il vice presidente degli industriali abruzzesi, infatti, avrebbe affermato che nella nostra regione “non si farà mai una raffineria”. E avrebbe aggiunto: “la raffineria trasforma il petrolio in combustibile e ha il suo peso sul territorio e su questo siamo pienamente d’accordo; il cosiddetto centro oli, invece, si occupa del primo trattamento del petrolio, per separare l’acqua e togliere lo zolfo, e a queste strutture non siamo contrari”.

Da qui l’intervento delle associazioni ambientaliste.  “No – hanno replicato, documenti alla mano, WWF e Legambiente -, il progetto prevederebbe una vera e propria raffineria in mare; una grande nave raffineria (Fpso) di 350 metri di lunghezza e 30 di larghezza che, se il progetto venisse approvato, rimarrà per ben 24 anni ormeggiata di fronte alla Costa dei Trabocchi trattando il greggio dei pozzi che faranno capo alla piattaforma Ombrina”.

Oggi quindi le puntualizzazioni di Primavera, che fa ricorso anche a Wikipedia per spiegare cosa sia una raffineria. “Una raffineria di petrolio, secondo l’enciclopedia multimediale dice Confindustria – è uno stabilimento dove si separa il petrolio greggio (che è una miscela di idrocarburi di diverso peso molecolare, soprattutto idrocarburi paraffinici e naftenici) nei suoi componenti (detti “tagli”), e dove questi ultimi vengono trattati in una serie di processi successivi fino all’ottenimento dei prodotti commerciali, che possono essere di svariato tipo”. Anche noi siamo contrari a questo tipo di impianto, ma Ombrina non sarà questo. Ombrina è un centro di pretrattamento oli. È di questo che stiamo parlando. Ed è su questo che è necessario intavolare un confronto chiaro, serrato, capillare e competente per informare la comunità in modo responsabile su contenuti, impatto e conseguenze del progetto Ombrina Mare sul territorio abruzzese”.

“Non si può certo dire no a tutto ed a prescindere ma dei sI motivati e concreti”. La posizione del PD in Provincia di Chieti su Ombrina Mare2 è secco e deciso, ma è anche l’occasione per chiedere di mettere mano, concretamente, a un modello di sviluppo che non svilisca il territorio. 

Il fronte del no s’allarga ogni giorno di più. Dopo Vasto, Fossacesia, San Vito Chietino è la volta di Lanciano e Rocca San Giovanni a dire no ad Ombrina. Il Gruppo Consiliare Insieme per Rocca con i suoi tre rappresentati nell’assise civica Fabiana Mucci, Silvano D’Ercole e Emilio Pio Caravaggio ritengono fondamentale la realizzazione del Parco per combattere la piattaforma Ombrina Mare. 

No, motivato, anche dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Chieti, preoccupata di difendere ambiente e paesaggio, alla base di un’agricoltura di qualità e di un turismo in pieno sviluppo.

“Chi ha sin qui governato Provincia, Regione ed a livello nazionale non ha saputo dare coerenza ai troppi e reiterati annunci. Se il turismo è una scommessa vincente – afferma il capogruppo Camillo D’Amico –  presto vanno finanziati gli interventi per infrastrutturale la Costa è procedere all’attuazione del progetto di rigenerazione, posti in essere in naturali vincoli urbanistici per evitare le facili speculazioni edilizie e definito il rebus sul parco nazionale. Se l’Automotive è una risorsa sui cui ancora puntare va rivisto nel merito il progetto del Campus, verificata la piena attendibilità dell’originale idea  alla luce dei programmi industriali futuri dei soci fondatori, allargata la platea delle menti che concorrono alla costruzione così come l’associazione ad altri comparti che vadano ad ampliare le potenzialità di ricerca ed occupazionale come quello delle energie alternative. Vanno poste in essere immediatamente le iniziative sulla viabilità di collegamento con le aree interne e quelle industriali.  Alla luce di questa breve analisi richiamiamo il presidente Di Giuseppantonio al pieno recupero delle sue funzioni istituzionali che vede l’ente quale panificatore di area vasta. Chiediamo allo stesso di dare corso alle indicazioni a suo tempo avute dal Consiglio di creare un agenzia provinciale per lo sviluppo dove concentrare risorse finanziarie, uomini ed idee allo scopo di uniformare la programmazione dello sviluppo del territorio. I duri tempi correnti non consentono più divagazioni a nessuno ne di affidarsi a soggetti che sopravvivono ad ogni stagione politica. Questo è il momento di unire le forze, rendere più certe e spedite le procedure, accelerare i processi decisionali. La crisi è tremenda, profonda ed ancora inarrestabile. Non permette scorciatoie a nessuno ma solo piena assunzione di responsabilità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *