Turismo lento, se ne parla domani a Fossacesia

Si svolgerà domani a Fossacesia il secondo incontro del progetto IAI PANforAMaR (Protected Areas Network for Adriatic Macro Region) che vede come capofila l’Area Marina Protetta di Torre Cerrano e come partner il Comune di Fossacesia con la “Riserva” Naturale Regionale “San Giovanni in Venere”. L’oggetto della mattinata di lavori sarà il turismo lento, con specifico riferimento alla mobilità ciclabile lungo la costa adriatica e nelle aree protette.

Sarà questa l’occasione per approfondire ulteriormente il progetto BySEACle, che mira a realizzare una rete di facilitazioni per l’ecoturista, già discusso durante una tavola rotonda del metting di San Benedetto del Tronto “AdriaPAN in Europe”, oltre alle attività in essere a livello locale nei territori della Costa dei Trabocchi e del Sangro Aventino che verranno presentate all’interno del “Tavolo Ecoturismo” del Forum Ambiente del Comune di Fossacesia che si insedierà per la prima volta all’interno di questo meeting.

L’evento, che si terrà presso il Parco dei Priori a San Giovanni in Venere, è organizzato dal Comune di Fossacesia e dalla Riserva Naturale Regionale “San Giovanni in Venere”, con il supporto dell’AMP Torre del Cerrano e della rete AdriaPAN. 

“Il progetto PANforAMaR è in continuità con le attività poste in essere per valorizzare la Riserva Naturale di San Giovanni in Venere anche se non abbiamo ancora il riconoscimento regionale – dichiara l’Assessore all’Ambiente, Andrea Natale – stiamo lavorando attivamente all’interno del network delle Aree Protette dell’Adriatico per intercettare fondi, puntare sul Turismo Lento e completare e sviluppare l’offerta generale per rendere reale l’alternativa di un’altra economia che dice no al vecchio modello di sviluppo che ci ha portato alla crisi che viviamo e ci ha distrutto socialmente, economicamente e ha contribuito al degrado e all’inquinamento ambientale”.

Nel corso dell’incontro di Fossacesia i relatori presenteranno ipotesi progettuali che mirano a congiungere le Aree Protette dell’Adriatico attraverso la costituzione di forme sostenibili di trasporto per mezzo dell’ottimizzazione e promozione di itinerari turistici sostenibili, che sfruttino al massimo l’integrazione fra bicicletta e mezzi pubblici esistenti. Le ipotesi studiate si incentrano e valorizzano, oltre alle Aree Protette, i siti religiosi, le città d’arte ed i centri storici della costa Adriatica riagganciandosi a ciclo-percorsi su più ampia scala, anche Europei.

 

“40 anni fa, dicendo un NO chiaro alla Sangrochimica – continua Natale – con lungimiranza, le Comunità della Costa dei Trabocchi hanno fatto un’altra scelta, che è adesso nella nostra programmazione economica e finanziaria e nella pianificazione territoriale, oggi quella scelta viene confermata dai cittadini, dalle associazioni, dalle Amministrazioni locali con il NO ad Ombrina Mare e alle Trivelle in Adriatico. L’industria, le infrastrutture, gli interventi per rendere più competitivi i nostri territori devono essere fondati su altre scelte, il Rinascimento Verde passa per conversione e l’efficienza ecologica, sulla qualità e sull’innovazione e non sul Medio Evo del Petrolio e del Carbone”.

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