Il ruolo del procuratore di Lanciano Menditto nella nomina di Grasso alla Direzione Nazionale Antimafia

Nella polemica tra l’ex Procuratore Antimafia, Piero Grasso e il giornalista Marco Travaglio prende una parte della scena anche il procuratore capo della Repubblica di Lanciano, Francesco Menditto, e per un dettaglio non da poco.

La polemica, come si sa è scoppiata durante l’ultima trasmissione televisiva “Servizio Pubblico”, condotta da Michele Santoro, allorquando Travaglio ha gettato ombre sulla nomina del neo presidente del Senato all’Antimafia, avvenuta nel 2005, a discapito di Giancarlo Caselli. In alcuni articoli apparsi oggi su quotidiani e agenzie, viene riportata una dichiarazione del pm di Palermo, Giuseppe Fici, all’epoca componente della Commissione direttivi del Consiglio superiore della magistratura, che svela come “Grasso avrebbe comunque prevalso in plenum su Gian Carlo Caselli anche senza l’intervento della maggioranza parlamentare della Casa delle libertà”.

All’agenzia Ansa, Fici riferisce “che se davvero il Csm avesse voluto nominare Caselli procuratore nazionale antimafia avrebbe potuto farlo prima dell’entrata in vigore della norma che, escludendo chi avesse già compiuto 66 anni, di fatto metteva fuori gioco proprio Caselli. Ma questo non avvenne perché, sostiene ancora Fici – il giudice Francesco Menditto, il togato di Magistratura democratica relatore della proposta a favore di Caselli, non fu tempestivo: «Non predispose in tempo la motivazione – ricorda l’ex consigliere – a differenza del consigliere De Nunzio, relatore della proposta in favore del dottor Grasso, che invece fu tempestivo depositando la sua proposta il 18 luglio, in tempo utile per la trattazione in plenum prima della pausa estiva”.

Se il Csm nel 2005 avesse accelerato sulla nomina del procuratore nazionale antimafia, nel tentativo di vanificare l’emendamento Bobbio, finalizzato a escludere dalla partita Giancarlo Caselli, si sarebbe “assistito a una sorta di ‘corsa’ tra Csm, Ministro e Parlamento, istituzionalmente inopportuna”, che avrebbe “inevitabilmente comportato un disagio istituzionale per la presidenza della Repubblica, con esito incerto”. Accusato dal collega dell’epoca Giuseppe Fici, di aver impedito al Csm di pronunciarsi sulla nomina prima del varo della legge voluta dalla Cdl, per non aver depositato subito le motivazioni a favore di Caselli, l’ex consigliere di Palazzo dei marescialli Francesco Menditto spiega così le ragioni della sua scelta, sulla mailing list delle correnti di sinistra della magistratura. Un intervento imposto dalla chiamata in causa da parte di Fici e che diversamente avrebbe evitato, vista l’ “aspra polemica” in corso tra Piero Grasso e Marco Travaglio e il conseguente rischio di strumentalizzazioni. La Commissione Direttivi del Csm il 12 luglio del 2005, prima del varo della legge, si era divisa sulla nomina del nuovo procuratore antimafia, proponendo sia Grasso, sia Caselli. “Mentre quel voto era avvenuto in forza della legge all’epoca vigente, la discussione in plenum delle due proposte sarebbe avvenuta dopo la firma della nuova legge (che impediva al dott. Caselli di concorrere) da parte del Presidente della Repubblica, ma nella vigenza di quella precedente”, sottolinea Menditto, ricordando che la riforma venne approvata il 20 luglio e promulgata il 26. Peraltro Fici all’epoca, fa notare l’ex consigliere, non contestò il ritardo nel deposito della relazione a favore di Caselli, come invece fecero i laici della Cdl e altri togati, le cui lamentele però non ottennero risposta né dal vice presidente del Csm, né dal capo dello Stato, a cui si erano rivolti.

Insomma, il CSM, era già orientato per il presidente del Senato. Ne facevano parte : Avv. ROGNONI VIRGINIO, *Dott. MARVULLI NICOLA, * Dott. FAVARA FRANCESCO, * Dott. FAVARA FRANCESCO, * Dott. FAVARA FRANCESCO, * Dott. FAVARA FRANCESCO, * Dott. FAVARA FRANCESCO, * Dott. FAVARA FRANCESCO, Prof. DI FEDERICO GIUSEPPE, Prof. BERLINGUER LUIGI, Avv. VENTURA SARNO MARIELLA, Avv. BUCCICO EMILIO NICOLA, *Dott. ARBASINO PAOLO, * Dott. DE NUNZIO WLADIMIRO, * Dott. SALME’ GIUSEPPE, Prof. SPANGHER GIORGIO, *Dott. STABILE CARMINE, Avv. MAROTTA ANTONIO, *Dott. MAMMONE GIOVANNI, Avv. SCHIETROMA GIANFRANCO, *Dott. SALVI GIOVANNI, *Dott. PRIMICERIO LEONIDA, *Dott. MARINI LUIGI, *Dott. AGHINA ERNESTO, *Dott. RIELLO LUIGI, *Dott. MENDITTO FRANCESCO, *Dott. CIVININI MARIA GIULIANA, *Dott. MELIADO’ GIUSEPPE, *Dott. FICI GIUSEPPE, *Dott. LO VOI FRANCESCO, * Dott. TENAGLIA LANFRANCO MARIA (* Membri togati).

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