Grande distribuzione, proclamato lo sciopero dei dipendenti

Proclamato lo sciopero nel commercio, soprattutto della grande distribuzione organizzata per l’intera giornata per le prossime festività del 31 Marzo (Pasqua), 1 Aprile (Lunedì dell’Angelo), 25 Aprile (Festa della Liberazione), 1° Maggio (Festa dei lavoratori) in tutte le aziende del Commercio esercenti attività sul territorio abruzzese che decideranno di stare aperte in dette festività.

Lo hanno reso noto i segretari regionali Abruzzo, Luca Ondifero della FILCAMS CGIL, Leonardo Piccinno della  FISASCAT CISL e Mario Miccoli UILTuCS UIL. 

Le motivazioni sono più d’una. Secondo le tre sigle sindacali “la liberalizzazione delle aperture e degli orari commerciali non ha prodotto alcun risultato utile, maggiormente in considerazione dello stato di profonda crisi in cui versa il settore del commercio ormai da qualche anno dicono Ondifero, Piccinino e Miccoli -. Le imprese che già nello scorso anno avevano deciso l’apertura nei giorni festivi non hanno registrato alcun aumento di fatturato, anzi diverse aziende in difficoltà della grande distribuzione hanno avviato procedure di licenziamento collettivo, poi arginate, anche grazie all’intervento dei sindacati, attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi, non hanno aumentato l’occupazione, anzi è diminuita, incrementando i costi di gestione per l’apertura degli impianti e il costo del personale per retribuire le festività lavorate, mentre la media e piccola impresa ha registrato la chiusura e la cessazione di centinaia e centinaia di attività e prodotto un sensibile calo dell’occupazione, in parte contenuto utilizzando la CIG in deroga. I consumi continuano a diminuire per effetto della diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, a nulla pertanto sono servite le liberalizzazioni introdotte dal Governo. I sindacati continuano a sostenere l’inutilità delle aperture durante le festività e la necessità di un piano strategico commerciale sugli orari e sulle aperture, nonché del blocco dell’insediamento di nuove strutture commerciali. Riteniamo sia utile affermare il principio e la necessità di tenere chiusi i negozi commerciali nei giorni di festa, per valorizzare il valore sociale, storico e culturale, nonché religioso di alcune feste. Le donne e gli uomini del settore del commercio ormai lavorano 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno, non hanno alcun momento per coltivare interessi sociali, familiari, contribuendo, loro malgrado, a rendere il nostro Paese privo di identità, nonché loro stessi svuotati di un ruolo sociale al di fuori dal lavoro”.

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