Sull’altare dell’Abbazia di San Giovanni in Venere crocifisso del XVIIII secolo

Dall’oscurità di un corridoio del convento dei padri passionisti allo splendore dell’abbazia di San Giovanni in Venere.

Stiamo parlando di un bellissimo crocifisso ligneo del XVIII secolo che, fino a pochi giorni fa, era seminascosto in uno degli ingressi del cenobio benedettino, mentre oggi domina la scena sospeso nell’abside centrale dell’antica

basilica.

La storia di questo grande crocifisso inizia nel lontano 1967, quando l’allora parroco della chiesa di Sant’Agostino donò a padre Giovanni Maria Lanci, superiore del monastero, l’importante simulacro che venne sistemato appunto in un buio corridoio del convento. L’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, in una sua recente visita nel complesso abbaziale scorse però il bel crocifisso ed ebbe una splendida idea dicendo: “Perché non sistemarlo sull’altare all’attenzione dei fedeli?”. L’idea è subito piaciuta anche ai padri passionisti tant’è che si sono subito messi in movimento per concretizzare l’iniziativa dell’alto prelato. Tanto per cominciare era necessario visualizzare in maniera virtuale l’idea. Così padre Marcello Pallotta realizza un fotomontaggio sotto l’attenta supervisione del superiore, padre Pierluigi Di Eugenio. Lo studio tecnico De Simone e Arrizza di Fossacesia ha poi curato il vero e proprio progetto esecutivo, mentre la posa in opera è stata eseguita dall’impresa edile Panoramica s.r.l. sempre di Fossacesia. Il grande crocifisso è ora sospeso, con speciali tiranti d’acciaio, al centro del presbiterio, a diversi metri d’altezza e alla vista dei tanti fedeli che frequentano la suggestiva abbazia e che hanno subito apprezzato l’originale iniziativa.    

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