Appalto per il dragaggio del porto di Pescara, nuovi provvedimenti della magistratura in arrivo

Potrebbero esserci nuove misure interdittive nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto per il dragaggio del porto di Pescara per il quale secondo l’accusa, si sarebbe fatto in modo di favorire la ditta Dragaggi srl che, seppur non vincitrice della gara, di fatto, subentrava alla ditta vincitrice, violando così le regole della trasparenza e del buon andamento dei lavori concessi dalla pubblica amministrazione.

Il Gip del Tribunale de L’Aquila su richiesta della Procura si accingerebbe a emettere nuovi provvedimenti che riguarderebbero una delle quali riguarderebbe la società Nicolaj di Pescara. 

Nell’ambito dell’inchiesta è anche indagato, per falsità ideologica commessa da pubblica ufficiale, l’ex commissario per il dragaggio del porto di Pescara, dimessosi nel 2012, e presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ascoltato ieri a L’Aquila dal sostituto Procuratore della Repubblica Antonietta Picardi. A Testa, assistito dagli avvocati Ernesto e Luca Torino Rodriguez, viene imputato il falso in quanto secondo gli inquirenti il 12 ottobre del 2011 nel corso dell’espletamento delle offerte per il bando di gara dei lavori di dragaggio (dalle ore 9 alle ore 11) Testa avrebbe siglato i plichi delle offerte di gara pur non essendo, secondo la Procura, realmente presente in quelle due ore perché impegnato nei lavori del Consiglio provinciale. Quindi per gli investigatori le firme sarebbero state poste solo successivamente.

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