Cartello unico delle società di trasporto, per la Filt Cgil c’è chi ritarda volutamente l’aggregazione

“Chiediamo al Presidente Chiodi e all’Assessore Morra di mettere immediatamente fine a queste futili polemiche, prima che le stesse possano degenerare ed essere conseguentemente utilizzate per rinviare strumentalmente l’attuazione di questa riforma epocale consentendo ai tanti sostenitori delle posizioni di retroguardia, di difendere l’esistente ovvero sprechi e poltrone”.  

E’ il perentorio invito che lancia Franco Rolandi, segretario generale della Filt Cgil Abruzzo in merito alle difficoltà che sta incontrando il processo di aggregazione delle imprese di trasporto di proprietà della Regione Abruzzo. C’è infatti, chi vorrebbe che il cartello unico non si facesse.

Rolandi è preoccupato per la situazione e dei problemi che stanno ritardando le azioni per mettere insieme Arpa, Gtn e Sangritana. “Solo qualche giorno fa, in una pubblica occasione in cui si parlava di trasporti, il Presidente Gianni Chiodi ha ribadito la necessità di procedere alla riforma affinché i cittadini possano fruire di servizi migliori a costi ragionevoli e, sottolineandone l’inderogabilità, ha addirittura affermato «Se non si dovesse procedere in questa direzione la barca non potrà andare lontano … sono a repentaglio sia i servizi che i posti di lavoro – ricorda il segretario Filt Cgil -. Eppure c’è chi, nello stesso frangente, memore dell’improvvisa ed inaspettata accelerazione sulla fusione delle aziende da parte del Governatore della Regione Abruzzo, ha immediatamente reagito ponendo nuovi ostacoli di natura campanilistica e non solo. Nello specifico sembrerebbe che il problema insormontabile dell’azienda unica e del suo primo step basato sulla fusione tra Arpa e Gtm, sia riconducibile alla individuazione della sede che dovrà ospitare la nuova Direzione Generale da scegliere tra Chieti e Pescara. Allo stesso modo un altro ostacolo da superare, parrebbe quello della scelta delle modalità di fusione e, in particolare, quale delle due aziende interessate debba eventualmente incorporare l’altra. Premesso che queste nuove futili argomentazioni sono state sollevate dagli stessi soggetti che in questi anni in maniera pretestuosa, hanno provato a convincerci che l’unificazione delle aziende avrebbe comportato solo esuberi di personale e aumenti esponenziali del costo del lavoro, restiamo assolutamente convinti che la scelta geografica per la sede della nascitura azienda unica, come del resto il tipo di incorporazione da effettuare e quale Consiglio di Amministrazione e quali Amministratori e Dirigenti rimarranno in sella, siano aspetti assolutamente marginali che non interessano e non appassionano sia i cittadini utenti che gli stessi lavoratori dipendenti delle imprese di trasporto. Siamo disposti a scommettere che le dichiarazioni pubbliche rilasciate sull’individuazione della Sede aziendale e sulla scelta dell’azienda incorporante nell’ambito della fusione tra Arpa e Gtm, scateneranno un’infinità di dibattiti e polemiche che coinvolgeranno finanche gli amministratori locali e quanti, a breve, saranno demandati a decidere e deliberare in Consiglio Regionale. Del resto è difficile non ricordare come, in questi lunghi anni nei quali si è costantemente dibattuto di esiguità di risorse per il settore e sulla necessità di ridurre i costi della politica, la scelta infelice sia stata invece quella di non intervenire e di lasciare tutto invariato”.   

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